Aggiornato al 2 giugno 2026. I requisiti tecnici cuoio, pelle e pelletteria servono a definire se un materiale o un prodotto è adatto all’uso previsto. Nel settore moda, calzature, borse, valigeria, accessori e arredamento, pelle e cuoio non possono essere valutati solo per aspetto, mano o prezzo. Devono rispondere a requisiti di qualità, sicurezza, prestazione, conformità e documentazione.
Dire “vera pelle”, “cuoio pregiato” o “pelletteria di qualità” non basta. Bisogna capire quale pelle, quale concia, quale rifinizione, quale destinazione d’uso, quali prove tecniche, quali limiti chimici, quale solidità colore, quale resistenza meccanica e quale capitolato sono applicabili.
Il punto operativo è questo: un requisito tecnico ha valore solo se è collegato al prodotto reale e al suo uso. Una pelle per calzature non ha gli stessi requisiti di una pelle per borse; una tracolla non si valuta come una fodera; un cuoio da suola non si valuta come una pelle morbida per piccola pelletteria.
Cuoio, pelle e pelletteria: perché servono requisiti tecnici
I requisiti tecnici servono a evitare valutazioni generiche. Nel settore pelle, un prodotto può essere bello da vedere ma non idoneo alla funzione. Può essere morbido ma poco resistente. Può avere un colore gradevole ma trasferire tinta. Può essere pregiato ma non conforme ai limiti chimici applicabili.
Un requisito tecnico permette di definire:
- caratteristiche minime del materiale;
- prestazioni attese;
- metodo di prova;
- criterio di accettazione;
- tolleranza ammessa;
- documenti richiesti;
- responsabilità di fornitore, produttore o brand;
- azioni correttive in caso di non conformità.
Senza requisiti chiari, ogni contestazione diventa discussione soggettiva. Con requisiti chiari, invece, qualità e difetto possono essere valutati con metodo.
Differenza tra requisito tecnico, norma tecnica e legge
È importante distinguere tre livelli.
- Requisito tecnico: caratteristica richiesta al materiale o al prodotto, definita da capitolato, norma, contratto, cliente o uso previsto.
- Norma tecnica: documento volontario, spesso UNI, EN o ISO, che definisce metodi di prova, terminologia, requisiti o procedure condivise.
- Legge o regolamento: obbligo giuridico applicabile, come REACH, sicurezza generale dei prodotti, norme su sostanze, etichettatura o commercio di specie protette.
Una norma tecnica non è sempre obbligatoria per legge, ma può diventare decisiva se richiamata in un capitolato, in un contratto, in un’offerta, in una perizia o in una contestazione.
Il capitolato tecnico: il documento da non saltare
Nel settore cuoio, pelle e pelletteria, il capitolato tecnico è il documento che traduce le aspettative in requisiti verificabili. Senza capitolato, il fornitore può consegnare un materiale formalmente vendibile ma non adatto all’uso reale del cliente.
Un buon capitolato dovrebbe indicare:
- tipo di pelle o cuoio;
- destinazione d’uso;
- spessore e tolleranze;
- mano e morbidezza attesa;
- resistenza a trazione, strappo o cucitura se pertinenti;
- solidità colore allo sfregamento, al sudore, all’acqua o alla luce;
- resistenza della rifinizione;
- limiti chimici applicabili;
- criteri di accettazione dei difetti naturali;
- documenti e certificati richiesti;
- modalità di campionamento e controllo.
Il capitolato non deve essere un elenco infinito di prove. Deve essere proporzionato al rischio del prodotto.
Requisiti fisico-meccanici della pelle
I requisiti fisico-meccanici descrivono il comportamento del materiale sotto sollecitazione. Sono importanti quando la pelle deve sopportare trazione, cuciture, pieghe, sfregamento, flessione, carichi o uso ripetuto.
Tra i requisiti più frequenti rientrano:
- spessore;
- resistenza alla trazione;
- allungamento;
- resistenza allo strappo;
- resistenza alla cucitura;
- flessibilità e comportamento alla piega;
- abrasione superficiale;
- adesione della rifinizione;
- resistenza del fiore;
- stabilità dimensionale, quando pertinente.
Questi requisiti cambiano in base all’uso. Una pelle per manici di borsa deve sopportare trazione e flessione. Una pelle per fodera deve privilegiare mano, trasferimento colore e comfort. Un cuoio da cintura deve avere stabilità, resistenza e comportamento controllato alla piega.
Solidità colore e trasferimento tinta
La solidità colore è uno dei requisiti più importanti nella pelletteria. Una borsa, una cintura, un portafoglio, una tracolla o un accessorio possono entrare in contatto con abiti, mani, superfici, sudore, acqua o sfregamento. Se il colore migra, il problema diventa subito commerciale e peritale.
Le prove più utili possono riguardare:
- solidità allo sfregamento secco;
- solidità allo sfregamento umido;
- solidità al sudore;
- solidità all’acqua;
- solidità alla luce;
- migrazione colore verso tessuti chiari o materiali accoppiati;
- comportamento dopo pulizia o manutenzione.
Un requisito di solidità colore deve essere collegato alla destinazione d’uso. Una tracolla scura su abito chiaro ha un rischio diverso da un pannello decorativo interno poco sollecitato.
Rifinizione, coating e comportamento superficiale
Molti difetti della pelle non nascono dalla fibra del materiale, ma dalla rifinizione superficiale. Verniciature, spalmature, pigmentazioni, cere, oli, film protettivi e trattamenti estetici possono migliorare aspetto e prestazioni, ma possono anche generare problemi.
I difetti ricorrenti sono:
- spellatura;
- distacco della rifinizione;
- screpolature;
- appiccicosità superficiale;
- aloni;
- viraggio colore;
- perdita di lucentezza;
- abrasione anomala;
- differenze tra campione approvato e produzione.
Per questo le prove sulla rifinizione sono spesso decisive nei reclami su borse, calzature, cinture, divani, accessori e prodotti luxury.
Requisiti chimici: REACH, Cromo VI e sostanze ristrette
I requisiti chimici sono centrali per pelle, cuoio e pelletteria. Un prodotto può sembrare perfetto, ma non essere conforme se contiene sostanze soggette a restrizione oltre i limiti applicabili.
Tra i temi più rilevanti rientrano:
- Cromo VI nelle parti in pelle a contatto con la cute;
- coloranti azoici che possono rilasciare ammine aromatiche vietate;
- nichel in parti metalliche a contatto con la pelle;
- ftalati in componenti plastici o rivestiti;
- formaldeide, quando pertinente;
- metalli pesanti in pigmenti, accessori o rifinizioni;
- PFAS in trattamenti idrorepellenti o antimacchia;
- solventi o sostanze residue in casi specifici.
Il Cromo VI merita attenzione specifica: per articoli o parti in pelle a contatto con la pelle, REACH prevede il limite di 3 mg/kg sul peso secco della parte in cuoio o pelle. Questo riguarda molti prodotti moda: borse, tracolle, guanti, cinture, portafogli, calzature, cinturini e accessori indossabili.
Sicurezza generale del prodotto
La pelletteria e gli accessori in pelle sono prodotti di consumo. Quando vengono venduti al consumatore devono essere sicuri nelle condizioni d’uso normali o ragionevolmente prevedibili.
Nel quadro della sicurezza generale dei prodotti, bisogna valutare rischi come:
- parti metalliche taglienti o che si staccano;
- rottura improvvisa di manici, tracolle o passanti;
- componenti piccoli per prodotti destinati a bambini;
- reazioni cutanee da sostanze o materiali a contatto con la pelle;
- istruzioni di uso e manutenzione insufficienti;
- difetti strutturali che possono causare danni o caduta del contenuto.
La sicurezza non va confusa con la qualità estetica. Un graffio può essere un difetto commerciale; un accessorio che si stacca o taglia può diventare un problema di sicurezza.
Etichettatura e informazioni al consumatore
Nel settore pelle e pelletteria bisogna evitare informazioni vaghe o fuorvianti. Dichiarazioni come “vera pelle”, “cuoio”, “pelle rigenerata”, “effetto pelle”, “pelle ecologica”, “pelle vegana” o “materiale riciclato” devono essere usate con prudenza e coerenza.
Il rischio nasce quando la comunicazione commerciale sostituisce l’informazione tecnica. Un materiale sintetico effetto pelle non può essere comunicato come pelle. Una pelle stampata effetto pitone non è vera pelle di pitone. Un materiale riciclato deve avere documenti che supportino la dichiarazione.
Le informazioni da controllare sono:
- materiale esterno;
- fodera;
- parti in pelle, tessile, sintetico o metalliche;
- istruzioni di manutenzione;
- origine o Made in Italy, se dichiarati;
- claim ambientali o etici;
- eventuali certificazioni o documenti collegati.
Cuoio, pelle e materiali alternativi
Negli ultimi anni il mercato ha visto crescere materiali alternativi alla pelle: sintetici, microfibre, materiali bio-based, spalmati, materiali riciclati o compositi con contenuti vegetali. Alcuni possono essere interessanti, ma devono essere descritti correttamente.
La distinzione commerciale deve essere chiara:
- pelle o cuoio: materiale di origine animale ottenuto da pelle conciata;
- cuoio rigenerato: materiale derivato da fibre o scarti di cuoio legati con altri componenti, da dichiarare correttamente;
- similpelle o materiale sintetico: materiale non animale che imita aspetto o mano della pelle;
- materiale bio-based: materiale con quota di origine biologica, da documentare;
- materiale riciclato: materiale con contenuto riciclato, da supportare con prove o certificazioni.
Il problema non è usare alternative alla pelle. Il problema è comunicarle in modo scorretto o ambiguo.
Difetti naturali e difetti contestabili
La pelle è un materiale naturale. Cicatrici, rughe, venature, differenze di grana e piccole irregolarità possono essere caratteristiche fisiologiche, non difetti. Tuttavia, non tutto può essere giustificato come “naturale”.
In una valutazione tecnica bisogna distinguere:
- caratteristiche naturali accettabili;
- difetti di concia;
- difetti di rifinizione;
- difetti di selezione e taglio;
- difetti di lavorazione del prodotto finito;
- danni da uso, manutenzione o conservazione;
- non conformità rispetto a campione o capitolato.
Il capitolato dovrebbe indicare quali difetti sono ammessi, in quali zone del prodotto e con quali limiti. In pelletteria, la posizione del difetto è spesso decisiva: un segno interno può essere accettabile, uno stesso segno sul fronte di una borsa luxury può non esserlo.
Requisiti per pelletteria, borse e valigeria
Quando la pelle diventa prodotto finito, i requisiti non riguardano più solo il materiale. Entrano in gioco costruzione, accessori, cuciture, rinforzi, fodere, zip, manici, tracolle, bordi, collanti e funzionalità.
Per borse, valigeria e accessori bisogna valutare:
- resistenza di manici e tracolle;
- tenuta delle cuciture;
- resistenza degli attacchi metallici;
- funzionalità di zip e chiusure;
- resistenza dei bordi e delle coste;
- stabilità della fodera;
- abrasione e sfregamento in uso;
- peso trasportabile rispetto alla destinazione del prodotto;
- coerenza tra prodotto, prezzo e promessa commerciale.
Una pelle eccellente non basta se il prodotto è costruito male. La qualità della pelletteria nasce dall’integrazione tra materiale e manifattura.
Requisiti per calzature in pelle
Nel caso delle calzature, la pelle lavora in condizioni particolarmente severe: piega, sfregamento, umidità, sudore, calore, trazione, pressione e contatto con suole, fodere, rinforzi e adesivi.
I requisiti possono riguardare:
- resistenza alla flessione;
- solidità colore al sudore e allo sfregamento;
- traspirabilità e comfort;
- resistenza allo strappo e alla cucitura;
- adesione della rifinizione;
- compatibilità con incollaggio e montaggio;
- comportamento della fodera;
- eventuali sostanze a contatto con la pelle.
Per questo non conviene usare lo stesso capitolato pelle per borse, cinture, calzature e abbigliamento. Il rischio d’uso cambia.
Pelli esotiche, CITES e tracciabilità
Se il prodotto usa pelli esotiche, come pitone, coccodrillo, razza o altre specie regolamentate, i requisiti tecnici devono includere anche documenti di provenienza e verifica CITES, quando applicabile.
In questi casi bisogna controllare:
- nome scientifico della specie;
- documenti CITES o wildlife trade;
- paese di origine;
- fornitore e lotto;
- coerenza tra documento e materiale;
- tracciabilità fino al prodotto finito;
- claim su sostenibilità, etica o provenienza.
La dicitura commerciale “pelle esotica” non basta. Nei materiali sensibili, documenti e tracciabilità sono parte integrante del requisito tecnico.
EUDR e pelle bovina: tema da monitorare
Per la pelle bovina, il Regolamento UE 2023/1115 sui prodotti a deforestazione zero è un tema da monitorare con attenzione. Il regolamento riguarda determinate materie prime e prodotti collegati, inclusi prodotti derivati dal bovino nell’Allegato I. Tuttavia, nel maggio 2026 la Commissione europea ha pubblicato un pacchetto di semplificazione con una bozza di atto delegato sul campo di applicazione che propone anche esclusioni, tra cui la pelle.
Quindi, allo stato attuale, non è corretto fare affermazioni assolute valide per ogni articolo di pelletteria. La posizione prudente è questa: per filiere bovine internazionali, soprattutto extra UE e ad alto rischio, tracciabilità e due diligence restano temi strategici; il perimetro giuridico EUDR per la pelle va verificato sugli atti aggiornati al momento della fornitura o dell’importazione.
Documentazione tecnica minima
Un fornitore serio non dovrebbe consegnare solo materiale. Dovrebbe consegnare anche informazioni e documenti coerenti con il rischio del prodotto.
La documentazione può includere:
- scheda tecnica del materiale;
- descrizione del tipo di pelle o cuoio;
- spessore e tolleranze;
- origine o tracciabilità, se rilevante;
- dichiarazione REACH o conformità chimica;
- test report su Cromo VI, azoici o altre sostanze se richiesti;
- prove fisico-meccaniche pertinenti;
- prove di solidità colore;
- istruzioni di manutenzione;
- documenti CITES, se applicabili;
- campione approvato e criteri di accettazione.
La documentazione deve essere leggibile, riferita al lotto giusto e coerente con il prodotto consegnato.
Metodo operativo per definire i requisiti
- Definire il prodotto: borsa, cintura, portafoglio, calzatura, accessorio, arredamento o componente.
- Definire l’uso: contatto con la pelle, carico, flessione, abrasione, sudore, acqua, luce, manutenzione.
- Identificare il materiale: pelle bovina, ovina, caprina, suina, esotica, cuoio, rigenerato o sintetico.
- Definire requisiti minimi: spessore, resistenza, solidità colore, rifinizione, difetti accettabili.
- Definire rischi chimici: Cromo VI, azoici, nichel, ftalati, PFAS o altre sostanze pertinenti.
- Scegliere i test: solo quelli coerenti con prodotto, uso e rischio.
- Fissare criteri di accettazione: valori, classi, tolleranze, difetti ammessi e non ammessi.
- Archiviare documenti: capitolato, campioni, test report, fornitori, lotti e non conformità.
Errori da evitare
- Valutare la pelle solo a vista.
- Usare lo stesso capitolato per prodotti con uso diverso.
- Non verificare Cromo VI e sostanze soggette a restrizione quando pertinenti.
- Confondere pelle, cuoio, rigenerato e similpelle.
- Accettare dichiarazioni generiche senza test o documenti.
- Non definire criteri di accettazione dei difetti naturali.
- Ignorare solidità colore e trasferimento tinta.
- Non collegare campione approvato e produzione.
- Comunicare sostenibilità, origine o Made in Italy senza prove.
- Trascurare accessori, fodere, collanti e parti metalliche nel prodotto finito.
Checklist pratica
- Il tipo di pelle o cuoio è definito chiaramente?
- La destinazione d’uso è stata indicata?
- Esiste un capitolato tecnico?
- Sono stati definiti spessore, tolleranze e difetti ammessi?
- Sono state previste prove fisico-meccaniche pertinenti?
- La solidità colore è adeguata all’uso?
- Il rischio Cromo VI è stato valutato?
- REACH e sostanze ristrette sono state considerate?
- Il prodotto è sicuro secondo l’uso normale o prevedibile?
- I documenti sono riferiti al lotto e al materiale reale?
Conclusione
I requisiti tecnici di cuoio, pelle e pelletteria servono a trasformare una valutazione soggettiva in una verifica professionale. Non basta dire che un materiale è bello, pregiato o naturale. Bisogna capire se è adatto al prodotto, conforme ai limiti applicabili, resistente all’uso e coerente con la promessa commerciale.
Nel mercato attuale la qualità della pelle non è solo estetica. È materiale, chimica, prestazione, sicurezza, documentazione e tracciabilità. Chi lavora bene non teme i requisiti tecnici: li usa per proteggere prodotto, brand e cliente.
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Per collegare requisiti tecnici, difetti, prove e prodotti finiti, questi approfondimenti aiutano a costruire un percorso più operativo.
- Perizia su pelli, pellami e cuoio — utile quando bisogna valutare difetti, materiale, rifinizione o valore tecnico.
- Perizia pelletteria, borse e valigeria — collegamento operativo per borse, accessori, valigeria e prodotti finiti.
- Perizia calzature e scarpe — utile quando pelle e cuoio sono usati in calzature.
- Caratteristiche del cuoio e del pellame — base tecnica per distinguere materiali, proprietà e difetti.
- Piano controlli analitici — guida per impostare prove, campionamenti e frequenze di controllo.
- Test e analisi di laboratorio — servizio collegato a Cromo VI, solidità colore, resistenza e sostanze soggette a restrizione.
- Assicurazione e controllo qualità — servizio utile per capitolati, fornitori, lotti e controlli qualità.
Fonti ufficiali e riferimenti
Le fonti seguenti aiutano a collegare requisiti tecnici di cuoio, pelle e pelletteria a prove, sicurezza prodotto, sostanze soggette a restrizione e tracciabilità.
- ECHA – Annex XVII to REACH, Chromium VI in leather articles — riferimento ufficiale per il limite di Cromo VI negli articoli in pelle a contatto con la cute.
- ECHA – Chromium VI and Azo-Dye Content of Leather Products — rapporto su Cromo VI e coloranti azoici nei prodotti in pelle.
- ECHA – Substances restricted under REACH — tabella ufficiale delle sostanze soggette a restrizione nell’Allegato XVII REACH.
- Regolamento UE 2023/988 – Sicurezza generale dei prodotti — quadro europeo per la sicurezza dei prodotti di consumo.
- MIMIT – FAQ Regolamento UE 2023/988 — chiarimenti italiani sull’applicazione del GPSR.
- ISO 11640:2018 – Leather, colour fastness to rubbing — metodo di prova per la solidità del colore della pelle allo sfregamento.
- IULTCS – ISO/EN Leather Test Methods 2025 — elenco dei metodi ufficiali IULTCS con riferimenti ISO ed EN per prove su pelle.
- Commissione Europea – EU Deforestation Regulation — riferimento UE sul regolamento prodotti a deforestazione zero, da monitorare per filiere bovine e pelle.
FAQ
Quali sono i principali requisiti tecnici della pelle?
Dipendono dall’uso, ma spesso riguardano spessore, resistenza, solidità colore, adesione della rifinizione, resistenza alla cucitura, comportamento alla flessione, difetti accettabili e limiti chimici.
Il Cromo VI va sempre testato?
Va valutato quando il prodotto contiene parti in pelle a contatto con la cute o quando il capitolato, il cliente, il mercato o il rischio lo richiedono. Per molte categorie moda è un controllo molto importante.
Una norma UNI, EN o ISO è obbligatoria?
Non sempre. Molte norme tecniche sono volontarie, ma diventano decisive se richiamate in capitolati, contratti, perizie, specifiche cliente o procedure di controllo qualità.
La pelle naturale può avere difetti?
Sì. Alcune irregolarità sono caratteristiche naturali, ma non tutto è accettabile. Bisogna distinguere caratteristiche fisiologiche, difetti di concia, difetti di rifinizione, danni da uso e non conformità rispetto al campione.
Che documenti servono per pelletteria e accessori in pelle?
Dipende dal prodotto, ma possono servire scheda tecnica, dichiarazione materiale, test report, conformità REACH, prove di solidità colore, capitolato, campione approvato, documenti CITES per pelli esotiche e istruzioni di manutenzione.
Requisiti normativi per la pelle e il cuoio
Prima di immettere sul mercato qualsiasi prodotto in pelle o cuoio, è fondamentale che questo soddisfi i requisiti normativi vigenti. Tali requisiti, stabiliti da enti internazionali come ISO e UNI, garantiscono la sicurezza e la qualità del materiale, riguardando aspetti come:
- Resistenza: il materiale deve resistere all’usura, allo strappo e alla rottura.
- Solidità del colore: il colore del materiale deve essere resistente al lavaggio, alla luce solare e al contatto con altri materiali.
- Impermeabilità: il materiale deve essere resistente all’acqua e ad altri liquidi.
- Composizione chimica: il materiale non deve contenere sostanze dannose per la salute o per l’ambiente.
Per garantire la conformità ai requisiti normativi, è fondamentale affidarsi a laboratori specializzati e certificati che possano effettuare analisi e test specifici. La conformità ai requisiti normativi è un elemento fondamentale per garantire la qualità del prodotto e la sua sicurezza per l’utilizzatore. Di seguito, si elenca una serie di normative tecniche destinate alla verifica dei materiali in pelle e cuoio in genere:
EC 1-2010 UNI 11007: Requisiti e indicazioni per l’etichettatura dei prodotti di pellicceria
EC 1-2013 UNI 10826: Cuoio – Caratteristiche dei cuoi destinati all’industria della pelletteria e degli accessori
EC 1-2016 UNI EN 15987: Cuoio – Terminologia – Definizioni chiave per il commercio del cuoio
EC 1-2016 UNI EN ISO 3379: Cuoio – Determinazione della resistenza a trazione della superficie (Metodo della biglia)
EC 1-2018 UNI EN ISO 19076: Cuoio – Misurazione della superficie del cuoio utilizzando tecniche elettroniche
UNI 10594: Cuoio – Caratteristiche dei cuoi destinati all’industria calzaturiera
UNI 10606: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione della resistenza alla cucitura dei cuoi leggeri
UNI 10826: Cuoio – Caratteristiche dei cuoi destinati all’industria della pelletteria e degli accessori
UNI 10857: Requisiti ed indicazioni per l’etichettatura dei prodotti di pelletteria
UNI 10885: Pelle conciata al vegetale – Definizione, caratteristiche e requisiti
UNI 11007: Requisiti e indicazioni per l’etichettatura dei prodotti di pellicceria
UNI 11077: Cuoio – Caratteristiche e requisiti dei cuoi idonei al lavaggio domestico destinati all industria calzaturiera
UNI 11171: Ombrelli – Termini e definizioni
UNI 11287: Pelletteria – Glossario
UNI 11416: Cuoio – Linee guida per i requisiti di servizio applicabile alle lavorazioni conto terzi nel settore conciario
UNI 11427: Cuoio – Criteri per la definizione delle caratteristiche di prestazione di cuoi a ridotto impatto ambientale
UNI 11712: Cuoio – Requisiti per la determinazione dell’origine delle pelli da pellicceria
UNI 8427: Cuoio. Determinazione dell’estensione.
UNI 8435: Cuoio. Determinazione della concentrazione superficiale media dopo immersione in acqua bollente.
UNI 8481: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione della stabilità dimensionale
UNI CEN/TS 14689: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione della deformazione (bagginess), della deformabilità sotto carico e dell allentamento
UNI EN 13336: Cuoio – Caratteristiche del cuoio da rivestimento – Guida alla selezione del cuoio per arredamento
UNI EN 14906: Cuoio – Cuoio per autoveicoli – Metodi di prova e parametri di prova
UNI EN 15987: Cuoio – Terminologia – Definizioni chiave per il commercio del cuoio
UNI EN 16055: Cuoio – Pelli bovine grezze – Descrizione, presentazione e conservazione
UNI EN 16223: Cuoio – Requisiti per la designazione e descrizione di cuoio da rivestimento e per applicazioni all’interno di autoveicoli
UNI EN 16419: Cuoio – Chamois per scopi di pulizia – Classificazione e requisiti
UNI EN 16483: Cuoio – Etichettatura di finiture in cuoio nei prodotti tessili
UNI EN 16484: Cuoio – Requisiti per la determinazione dell’origine della produzione del cuoio
UNI EN 16887: Cuoio – Impronta climatica ambientale – Regole per la Categoria di Prodotto (PCR) – Impronte climatiche del carbonio
UNI EN ISO 11640: Cuoio – Prove di solidità del colore – Solidità del colore a cicli di strofinio
UNI EN ISO 11641: Cuoio – Prove di solidità del colore – Solidità del colore al sudore
UNI EN ISO 11642: Cuoio – Prove di solidità del colore – Solidità del colore all’acqua
UNI EN ISO 11643: Cuoio – Prove di solidità del colore – Solidità del colore di piccoli campioni ai solventi
UNI EN ISO 11644: Cuoio – Prova per l’adesione delle rifinizioni.
UNI EN ISO 11646: Cuoio – Misurazione della superficie
UNI EN ISO 13365: Cuoio – Prove chimiche – Determinazione del contenuto di conservanti nel cuoio (TCMTB, PCMC, OPP, OIT) mediante cromatografia liquida
UNI EN ISO 14087: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione della forza di flessione
UNI EN ISO 14088: Cuoio – Prove chimiche – Analisi quantitative di tannini con il metodo del filtro
UNI EN ISO 14268: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione della permeabilità al vapore acqueo
UNI EN ISO 14931: Cuoio – Guida alla scelta del cuoio per abbigliamento (ad esclusione delle pellicce)
UNI EN ISO 15700: Cuoio – Prove di solidità del colore – Solidità del colore alla goccia d’acqua.
UNI EN ISO 15701: Cuoio – Prove di solidità del colore – Solidità del colore alla migrazione in materiale polimerico
UNI EN ISO 15702: Cuoio – Prove di solidità del colore – Solidità del colore al lavaggio a macchina
UNI EN ISO 15703: Cuoio – Prove di solidità del colore – Solidità del colore al lavaggio delicato.
UNI EN ISO 17070: Cuoio – Prove chimiche – Determinazione del contenuto di tetraclorofenolo, triclorofenolo, diclorofenolo, isomeri di monoclorofenolo e di pentaclorofenolo
UNI EN ISO 17071: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione delle caratteristiche di appannamento (fogging)
UNI EN ISO 17072-1: Cuoio – Determinazione chimica del contenuto di metalli – Parte 1: Metalli estraibili
UNI EN ISO 17072-2: Cuoio – Determinazione chimica del contenuto di metalli – Parte 2: Contenuto totale di metallo
UNI EN ISO 17074: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione della resistenza alla propagazione orizzontale della fiamma
UNI EN ISO 17075-1: Cuoio – Determinazione chimica del contenuto di cromo (VI) nel cuoio – Parte 1: Metodo colorimetrico
UNI EN ISO 17075-2: Cuoio – Determinazione chimica del contenuto di cromo (VI) nel cuoio – Parte 2: Metodo cromatografico
UNI EN ISO 17076-1: Cuoio – Determinazione della resistenza all’abrasione – Parte 1: Metodo Taber
UNI EN ISO 17130: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione della variazione dimensionale
UNI EN ISO 17131: Cuoio – Identificazione del cuoio con microscopio
UNI EN ISO 17186: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione dello spessore della rifinizione
UNI EN ISO 17226-1: Cuoio – Determinazione chimica del contenuto di formaldeide – Parte 1: Metodo per cromatografia liquida ad alta risoluzione
UNI EN ISO 17226-2: Cuoio – Determinazione chimica del contenuto di formaldeide – Parte 2: Metodo per analisi colorimetrica
UNI EN ISO 17226-3: Cuoio – Determinazione chimica del contenuto di formaldeide – Parte 3: Determinazione delle emissioni di formaldeide dal cuoio.
UNI EN ISO 17227: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione della resistenza del cuoio al calore secco
UNI EN ISO 17228: Cuoio – Prove di solidità del colore – Cambiamento del colore mediante invecchiamento accelerato
UNI EN ISO 17229: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione dell’assorbimento di vapore acqueo
UNI EN ISO 17230: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione della pressione di penetrazione dell’acqua
UNI EN ISO 17231: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione dell’idrorepellenza del cuoio per abbigliamento
UNI EN ISO 17232: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione della resistenza al calore del cuoio verniciato
UNI EN ISO 17233: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione della temperatura di rottura a freddo dei rivestimenti superficiali
UNI EN ISO 17234-1: Cuoio – Prove chimiche per la determinazione di particolari coloranti azoici nei cuoi tinti – Parte 1: Determinazione di particolari ammine aromatiche derivate da coloranti azoici
UNI EN ISO 17234-2: Cuoio – Prove chimiche per la determinazione di particolari coloranti azoici nei cuoi tinti – Parte 2: Determinazione di 4-amminoazobenzene
UNI EN ISO 17235: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione della morbidezza
UNI EN ISO 17236: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione della deformabilità
UNI EN ISO 17489: Cuoio – Prove chimiche – Determinazione del contenuto di concia negli agenti concianti di sintesi
UNI EN ISO 17502: Cuoio – Determinazione della riflettanza della superficie
UNI EN ISO 18218-1: Cuoio – Determinazione di alchilfenoli etossilati – Parte 1: Metodo diretto
UNI EN ISO 18218-2: Cuoio – Determinazione di alchilfenoli etossilati – Parte 2: Metodo indiretto
UNI EN ISO 18219: Cuoio – Determinazione di idrocarburi clorurati nel cuoio – Metodo cromatografico per paraffine clorurate a catena corta (SCCP)
UNI EN ISO 19070: Cuoio – Determinazione chimica di N- metil-2- pirrolidone (NMP) nel cuoio
UNI EN ISO 19071: Cuoio – Prove chimiche – Determinazione di cromo (VI) e del potenziale riducente degli agenti concianti a base di cromo
UNI EN ISO 19074: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione dell’assorbimento d’acqua per azione della capillarità (wicking test)
UNI EN ISO 19076: Cuoio – Misurazione della superficie del cuoio utilizzando tecniche elettroniche
UNI EN ISO 20136: Cuoio – Determinazione della degradabilità per mezzo dei micro-organismi
UNI EN ISO 20137: Cuoio – Prove chimiche – Linee guida per analizzare sostanze chimiche critiche nel cuoio
UNI EN ISO 20433: Cuoio – Prove di solidità del colore – Solidità del colore allo sfregamento (crocking)
UNI EN ISO 20701: Cuoio – Prove di solidità del colore – Solidità del colore alla saliva
UNI EN ISO 23702-1: Cuoio – Fluoro organico – Parte 1: Determinazione di composti non volatili mediante metodo di estrazione mediante rivelatore di cromatografia liquida / tandem con rivelatore di spettrometria di massa (LC-MS / MS)
UNI EN ISO 23910: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Misurazione della resistenza allo strappo al punto di cucitura
UNI EN ISO 2417: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione dell’assorbimento statico dell’acqua
UNI EN ISO 2418: Cuoio – Prove chimiche, fisiche, meccaniche e di solidità del colore – Posizionamento del campionamento
UNI EN ISO 2419: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Preparazione e condizionamento del campione
UNI EN ISO 2420: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione della massa volumica apparente e della massa per unità di superficie
UNI EN ISO 2588: Cuoio – Campionamento – Numero di elementi che costituiscono un campione
UNI EN ISO 2589: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione dello spessore
UNI EN ISO 26082-1: Cuoio – Metodi per prove fisiche e meccaniche per la determinazione della sporcatura – Parte 1: Metodo dello sfregamento (Martindale)
UNI EN ISO 26082-2: Cuoio – Metodi per prove fisiche e meccaniche per la determinazione della sporcatura – Parte 2: Metodo Tumbling
UNI EN ISO 27587: Cuoio – Prove chimiche – Determinazione della formaldeide libera negli ausiliari chimici per il cuoio
UNI EN ISO 3376: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione della resistenza alla trazione e allungamento percentuale
UNI EN ISO 3377-1: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione del carico di strappo – Parte 1: Strappo singolo
UNI EN ISO 3377-2: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione del carico di strappo – Parte 2: Strappo su due bordi
UNI EN ISO 3378: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione della resistenza alla screpolatura del fiore e dell indice di screpolatura del fiore
UNI EN ISO 3379: Cuoio – Determinazione della resistenza a trazione della superficie (Metodo della biglia)
UNI EN ISO 3380: Cuoio – Prove fisiche e meccaniche – Determinazione della temperatura di contrazione fino a 100 °C
UNI EN ISO 4044: Cuoio – Prove chimiche – Preparazione dei campioni per prove chimiche
UNI EN ISO 4045: Cuoio – Prove chimiche – Determinazione del pH e la cifra di differenza
UNI EN ISO 4047: Cuoio – Determinazione delle ceneri solfatate totali e delle ceneri solfatate insolubili in acqua.
UNI EN ISO 4048: Cuoio – Prove chimiche – Determinazione delle sostanze solubili in diclorometano e del contenuto di acidi grassi liberi
UNI EN ISO 4098: Cuoio – Prove chimiche – Determinazione delle sostanze solubili in acqua, delle sostanze inorganiche e organiche solubili in acqua
UNI EN ISO 4684: Cuoio – Prove chimiche – Determinazione delle sostanze volatili
UNI EN ISO 5398-1: Cuoio – Determinazione chimica del contenuto di ossido di cromo – Parte 1: Quantificazione mediante titolazione
UNI EN ISO 5398-2: Cuoio – Determinazione chimica del contenuto di ossido di cromo – Parte 2: Quantificazione mediante determinazione colorimetrica
UNI EN ISO 5398-3: Cuoio – Determinazione chimica del contenuto di ossido di cromo – Parte 3: Quantificazione mediante spettrometria ad assorbimento atomico
UNI EN ISO 5398-4: Cuoio – Determinazione chimica del contenuto di ossido di cromo – Parte 4: Quantificazione mediante spettrometro di emissione atomica al plasma ad accoppiamento induttivo (ICP-OES)
UNI EN ISO 5402-1: Cuoio – Determinazione della resistenza a flessione – Parte 1: Metodo con flessometro
UNI EN ISO 5402-2: Cuoio – Determinazione della resistenza alla flessione – Part 2: Metodo “Vamp flex”
UNI EN ISO 5403-1: Cuoio – Determinazione della resistenza all’acqua del cuoio leggero – Parte 1: Compressione lineare ripetuta (penetrometro)
UNI EN ISO 5403-2: Cuoio – Determinazione della resistenza all’acqua del cuoio leggero – Parte 2: Compressione angolare ripetuta (Maeser)
UNI EN ISO 5404: Cuoio – Prove fisiche – Determinazione della resistenza all’acqua dei cuoi pesanti
UNI/TR 11181: Cuoio – Linee guida per la redazione di un bilancio ambientale di prodotto per pelli finite
UNI/TS 11237: Rigenerato di fibre di cuoio – Metodo di prova per la determinazione dell’idrossiprolina
UNI/TS 11267: Cuoio – Determinazione dei composti organici semivolatili in campioni di pelle, reflui e rifiuti dell industria conciaria
UNI/TS 11268: Cuoio – Caratteristiche e requisiti dei cuoi per selleria







