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Requisiti tecnici scarpe e controllo qualità calzature

Requisiti tecnici scarpe e calzature: materiali, sicurezza e conformità

By Fabrizio Fava | Qualità Moda & Controllo di Filiera, Requisiti Tecnici e Capitolati | Comments are Closed | 3 Agosto, 2019 | 0

Aggiornato al 25 maggio 2026. Requisiti tecnici scarpe significa valutare una calzatura non solo per estetica, marca o prezzo, ma per materiali, costruzione, comfort, resistenza, sicurezza, etichettatura e idoneità all’uso previsto.

Una scarpa è un prodotto complesso. Anche quando sembra semplice, contiene tomaia, fodera, sottopiede, suola, eventuali rinforzi, accessori, cuciture, incollaggi, rifinizioni e informazioni obbligatorie. Se uno di questi elementi non è coerente con il prodotto, possono nascere difetti, reclami, resi, contestazioni o problemi di conformità.

Che cosa sono i requisiti tecnici delle scarpe

I requisiti tecnici sono le caratteristiche che una calzatura deve possedere per essere idonea all’uso previsto e coerente con quanto dichiarato, venduto o promesso al cliente.

Non riguardano solo la qualità percepita. Riguardano anche aspetti misurabili e verificabili, come:

  • materiali della tomaia, della fodera e della suola;
  • costruzione e assemblaggio;
  • resistenza di cuciture, incollaggi e componenti;
  • comfort e calzata;
  • stabilità, flessibilità e comportamento all’uso;
  • solidità del colore e resistenza allo sfregamento;
  • etichettatura dei materiali;
  • sicurezza del prodotto;
  • conformità chimica e documentale;
  • coerenza con campione, capitolato e destinazione d’uso.

Un requisito tecnico deve essere chiaro, controllabile e documentabile. Se un requisito è formulato male, anche il controllo qualità diventa debole.

Perché una scarpa non si valuta solo dall’estetica

Nel settore moda è normale che estetica, stile e immagine abbiano un ruolo importante. Tuttavia una scarpa può essere bella, ma tecnicamente debole. Può avere una buona immagine commerciale, ma presentare problemi di suola, tomaia, incollaggio, comfort, usura o conformità.

Al contrario, una calzatura tecnicamente corretta deve essere coerente con il suo uso. Una sneaker, una scarpa elegante, uno stivale, una calzatura da lavoro, un sandalo o una scarpa bambino non hanno gli stessi requisiti.

La domanda corretta non è solo “la scarpa è bella?”, ma:

  • è adatta all’uso per cui viene venduta?
  • resiste alle sollecitazioni prevedibili?
  • è costruita con materiali coerenti?
  • è comoda e stabile?
  • è etichettata correttamente?
  • rispetta le informazioni dichiarate?
  • può generare rischi per il consumatore?

Tomaia: materiali, resistenza e aspetto

La tomaia è la parte superiore della calzatura e contribuisce in modo decisivo ad aspetto, comfort, durata e qualità percepita.

Può essere realizzata in pelle, cuoio, tessuto, materiali sintetici, materiali rivestiti o combinazioni di più materiali. I requisiti principali riguardano:

  • idoneità del materiale rispetto al modello;
  • resistenza allo sfregamento e all’uso;
  • stabilità dimensionale;
  • solidità del colore;
  • assenza di difetti superficiali incompatibili;
  • regolarità del taglio;
  • simmetria tra piede destro e sinistro;
  • compatibilità con cuciture, rinforzi, montaggio e rifinizione.

Nel caso di pelle e pellame è importante distinguere tra caratteristiche naturali accettabili e difetti veri. Una venatura naturale non è automaticamente un difetto; una screpolatura, un distacco di rifinizione o un trasferimento colore possono invece diventare non conformità importanti.

Fodera, sottopiede e materiali interni

La parte interna della scarpa incide direttamente su comfort, igiene, stabilità, traspirabilità e comportamento all’uso.

Fodera e sottopiede devono essere valutati per:

  • morbidezza e comfort;
  • assorbimento e traspirabilità;
  • resistenza allo sfregamento;
  • assenza di cuciture o bordi fastidiosi;
  • solidità del colore a contatto con il piede o con la calza;
  • compatibilità con sudore, calore e uso ripetuto;
  • coerenza con l’etichettatura dei materiali.

Un interno mal progettato può generare fastidi, trasferimenti di colore, usura precoce, odori, deformazioni o reclami, anche se la scarpa appare esteticamente corretta.

Suola e fondo: funzione, resistenza e sicurezza

La suola è una delle parti più importanti della calzatura. Deve proteggere il piede, garantire appoggio, resistere all’uso e contribuire alla stabilità.

I requisiti tecnici della suola possono riguardare:

  • materiale della suola;
  • resistenza all’abrasione;
  • flessibilità;
  • aderenza;
  • spessore e struttura;
  • stabilità del tacco o del fondo;
  • tenuta dell’incollaggio;
  • assenza di fessurazioni o rotture;
  • idoneità al tipo di utilizzo.

Un fondo troppo rigido, troppo debole, non compatibile con la tomaia o incollato male può compromettere la qualità della scarpa e generare difetti anche gravi.

Incollaggio, cuciture e assemblaggio

Molti difetti delle calzature nascono dall’assemblaggio. Anche materiali corretti possono dare problemi se sono lavorati male o se il processo non è controllato.

Gli aspetti da verificare includono:

  • preparazione delle superfici da incollare;
  • compatibilità tra adesivo e materiali;
  • tempi, temperatura e pressione di lavorazione;
  • regolarità e resistenza delle cuciture;
  • posizione corretta dei componenti;
  • assenza di grinze, bolle, distacchi o tensioni anomale;
  • simmetria tra i due piedi;
  • tenuta dei rinforzi e degli accessori.

Il distacco della suola, le cuciture rotte o le deformazioni della tomaia non vanno liquidate come semplici “difetti estetici”: spesso richiedono una valutazione tecnica della causa.

Comfort, calzata e idoneità all’uso

Il comfort è un requisito tecnico, non solo una sensazione soggettiva. Certo, ogni piede è diverso, ma una calzatura deve essere progettata e costruita in modo coerente con forma, taglia, destinazione d’uso e aspettative normali del consumatore.

Gli aspetti da valutare sono:

  • lunghezza e larghezza interna;
  • volume della calzata;
  • flessibilità della suola;
  • rigidità della tomaia;
  • stabilità del tallone;
  • pressioni o punti critici;
  • peso della calzatura;
  • equilibrio tra estetica e funzione.

Una scarpa destinata all’uso quotidiano, una calzatura moda, una scarpa tecnica e una calzatura da cerimonia hanno requisiti diversi. Il problema nasce quando il prodotto non è coerente con la funzione per cui viene proposto.

Etichettatura delle calzature

Le calzature destinate al consumatore finale devono riportare l’etichettatura dei materiali utilizzati nelle principali componenti della calzatura. La disciplina europea e italiana riguarda in particolare:

  • tomaia;
  • rivestimento della tomaia e suola interna;
  • suola esterna.

L’indicazione riguarda i materiali principali e può essere espressa attraverso simboli o indicazioni testuali. Quando un materiale raggiunge le soglie previste, deve essere dichiarato; se nessun materiale raggiunge la soglia, vanno indicati i due materiali principali.

Per produttori, importatori, distributori e venditori, l’etichetta non è un dettaglio decorativo. È una parte della conformità del prodotto. Un’etichetta errata o assente può diventare un problema commerciale, amministrativo e tecnico.

Sicurezza generale del prodotto

Le calzature destinate ai consumatori devono essere considerate anche sotto il profilo della sicurezza generale del prodotto. Non ogni difetto è automaticamente un rischio, ma alcuni problemi possono incidere sulla sicurezza d’uso.

Per esempio:

  • suole che si staccano durante l’uso;
  • tacchi instabili o fragili;
  • componenti metallici taglienti o mal fissati;
  • materiali o sostanze non conformi;
  • calzature bambino con piccoli componenti pericolosi;
  • informazioni insufficienti o fuorvianti;
  • difetti che possono causare cadute, lesioni o uso improprio.

Il Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti ha rafforzato l’attenzione su valutazione del rischio, tracciabilità, informazioni e gestione dei prodotti non sicuri. Anche per le calzature, quindi, qualità e sicurezza devono essere lette insieme.

Conformità chimica e sostanze soggette a restrizione

Le calzature possono contenere pelle, tessili, materiali sintetici, gomme, adesivi, coloranti, accessori metallici e finissaggi. Alcuni materiali possono essere soggetti a restrizioni chimiche, soprattutto quando entrano in contatto con la pelle o quando contengono sostanze disciplinate da norme europee.

I temi più ricorrenti riguardano:

  • cromo VI negli articoli in pelle;
  • coloranti azoici vietati in determinati materiali;
  • nichel in accessori metallici a contatto con la pelle;
  • ftalati in materiali plastici;
  • ritardanti di fiamma, solventi o sostanze presenti in adesivi e finissaggi;
  • coerenza tra dichiarazioni del fornitore e prodotto reale.

La conformità chimica non può essere improvvisata a valle. Deve essere gestita attraverso scelta dei fornitori, capitolati, documentazione, prove mirate e controllo dei materiali.

Prove tecniche sulle calzature

Le prove tecniche servono a verificare se una calzatura o un componente risponde ai requisiti richiesti. Non devono essere scelte a caso: devono rispondere a una domanda tecnica.

Le prove possono riguardare:

  • flessione della calzatura o della suola;
  • resistenza all’abrasione;
  • adesione suola-tomaia;
  • resistenza delle cuciture;
  • solidità del colore allo sfregamento;
  • resistenza allo strappo;
  • stabilità del tacco;
  • comportamento dei materiali all’umidità;
  • verifica di sostanze soggette a restrizione;
  • controlli dimensionali e funzionali.

La prova giusta dipende dal problema. Se una suola si stacca, serve una verifica diversa rispetto a un problema di trasferimento colore, calzata, rottura della tomaia o non conformità dell’etichetta.

Difetti frequenti delle scarpe

I difetti delle calzature possono essere estetici, funzionali, strutturali, chimici, documentali o legati all’uso.

Tra i più comuni troviamo:

  • distacco della suola;
  • rottura di cuciture;
  • difetti della tomaia;
  • trasferimento colore;
  • usura precoce;
  • deformazioni;
  • differenze tra destro e sinistro;
  • problemi di calzata;
  • rottura di tacco o accessori;
  • macchie, aloni o scolorimenti;
  • odore anomalo;
  • etichettatura non corretta;
  • non conformità rispetto a campione o capitolato.

In caso di contestazione, il difetto va collegato alla causa. Può dipendere da materiale, progettazione, produzione, controllo, conservazione, uso o manutenzione.

Capitolato tecnico per calzature

Il capitolato tecnico è lo strumento che definisce i requisiti prima della produzione. Senza capitolato, molte discussioni diventano soggettive.

Un capitolato per calzature dovrebbe indicare:

  • materiali ammessi;
  • componenti e fornitori autorizzati;
  • campione approvato;
  • tolleranze dimensionali;
  • prove tecniche richieste;
  • criteri estetici e funzionali;
  • difetti accettabili e non accettabili;
  • regole di etichettatura e packaging;
  • criteri di controllo qualità;
  • azioni in caso di non conformità.

Il capitolato non deve essere visto come burocrazia. È uno strumento di prevenzione: riduce errori, contestazioni e ambiguità tra azienda, fornitore e cliente.

Quando serve una verifica tecnica sulle scarpe

Una verifica tecnica diventa utile quando una calzatura presenta difetti, anomalie, reclami o non conformità che devono essere spiegati in modo documentato.

Può servire per:

  • analizzare un difetto ricorrente su un lotto;
  • verificare se il prodotto corrisponde al campione approvato;
  • capire se un danno deriva da uso, materiale o produzione;
  • supportare una contestazione con un fornitore;
  • valutare problemi di sicurezza o conformità;
  • preparare una relazione tecnica, una perizia o una consulenza di parte.

La verifica tecnica non deve limitarsi a descrivere il difetto. Deve spiegare che cosa è osservabile, quali requisiti sono coinvolti, quali prove sono utili e quali conclusioni sono sostenibili.

In sintesi

I requisiti tecnici delle scarpe riguardano materiali, costruzione, comfort, resistenza, sicurezza, etichettatura, conformità e idoneità all’uso previsto.

Una calzatura di qualità non è solo una scarpa bella. È un prodotto coerente con requisiti tecnici, campione approvato, capitolato, informazioni al consumatore e uso reale.

Hai bisogno di valutare i requisiti tecnici di una calzatura?

Se devi impostare capitolati, controlli e verifiche su scarpe o componenti, puoi partire dal servizio di Assicurazione e Controllo Qualità.

Se invece hai già un difetto, una fornitura contestata o una calzatura da valutare tecnicamente, può essere utile una Consulenza Peritale.

Contattami per capire quale verifica è più adatta al tuo caso.

Approfondimenti correlati

  • Controllo qualità calzature e controllo di filiera — per collegare requisiti tecnici, difetti e collaudo.
  • Capitolato di qualità per calzature — utile per definire requisiti, controlli e criteri di accettazione.
  • Pelle, cuoio e pellame — approfondimento su materiali, difetti e qualità del pellame.
  • Tecnico controllo qualità — per capire metodo, report e gestione delle non conformità.
  • Esempi di perizie tecniche — per casi di difetti, danni e non conformità.

Fonti ufficiali e tecniche

  • EUR-Lex — Etichettatura delle calzature — sintesi ufficiale delle regole UE sull’etichettatura dei materiali delle calzature.
  • D.M. 11 aprile 1996 — recepimento italiano della direttiva 94/11/CE sull’etichettatura dei materiali usati nelle calzature.
  • ISO/TC 216 — Footwear — comitato tecnico ISO per metodi di prova, terminologia e requisiti prestazionali di calzature e componenti.
  • Regolamento (UE) 2023/988 — quadro europeo sulla sicurezza generale dei prodotti.
  • ECHA — Substances restricted under REACH — banca dati delle sostanze soggette a restrizione nell’allegato XVII del regolamento REACH.

FAQ

Quali sono i principali requisiti tecnici delle scarpe?

I principali requisiti riguardano materiali, tomaia, fodera, sottopiede, suola, incollaggio, cuciture, comfort, sicurezza, etichettatura, resistenza all’uso e conformità al campione o capitolato.

Una scarpa bella è automaticamente una scarpa di qualità?

No. L’estetica è importante, ma una scarpa deve essere anche tecnicamente idonea, resistente, sicura, correttamente etichettata e coerente con l’uso previsto.

Che cosa deve indicare l’etichetta delle calzature?

Deve indicare i materiali delle principali parti della calzatura: tomaia, rivestimento della tomaia e suola interna, suola esterna, secondo le regole previste dalla disciplina europea e italiana.

Quando servono prove tecniche sulle calzature?

Servono quando bisogna verificare resistenza, flessione, incollaggio, abrasione, solidità colore, sostanze soggette a restrizione o cause di un difetto.

Quando serve una perizia su scarpe o calzature?

Serve quando un difetto, un danno, una fornitura contestata o una non conformità richiedono una valutazione tecnica documentata su materiali, costruzione, uso e responsabilità.

Quali sono le norme ISO e le normative tecniche che regolano la produzione di scarpe?

Per garantire la qualità e la sicurezza delle calzature, sono state sviluppate una serie di norme ISO e normative tecniche internazionali che disciplinano la realizzazione del prodotto e dei suoi componenti. Queste norme, come ad esempio la UNI EN 12222 (Atmosfere normali per il condizionamento e le prove delle calzature e dei componenti per calzature), la UNI EN 12743 (Metodi di prova per suole – Misurazione dell’energia di compressione), e la UNI EN 12744 (Metodi di prova per sottopiedi – Resistenza alla sfaldatura), definiscono test specifici per valutare la resistenza, la stabilità, la traspirabilità e la resistenza all’abrasione dei materiali utilizzati per la produzione delle scarpe. A dimostrazione di quanto detto, si elenca una serie di normative tecniche destinate alla realizzazione del prodotto e dei componenti della calzatura in genere:

UNI EN 12222: Atmosfere normali per il condizionamento e le prove delle calzature e dei componenti per calzature
UNI EN 12743: Metodi di prova per suole – Misurazione dell’energia di compressione
UNI EN 12744: Metodi di prova per sottopiedi – Resistenza alla sfaldatura.
UNI EN 12745: Metodi di prova per sottopiedi – Tenuta ai chiodi per tacchi.
UNI EN 12746: Metodi di prova per sottopiedi – Assorbimento e deassorbimento di acqua
UNI EN 12747: Metodi di prova per sottopiedi – Resistenza all’usura.
UNI EN 12749: Condizionamento per l’invecchiamento.
UNI EN 12770: Metodi di prova per suole – Resistenza all’abrasione
UNI EN 12771: Metodi di prova per suole – Resistenza alla lacerazione
UNI EN 12772: Metodi di prova per suole – Stabilità dimensionale
UNI EN 12773: Metodi di prova per suole – Resistenza al punto di cucitura
UNI EN 12774: Metodi di prova per suole – Determinazione della resistenza alla delaminazione e al distacco tra gli strati
UNI EN 12782: Metodi di prova per sottopiedi – Resistenza allo strappo al punto di cucitura
UNI EN 12785: Metodi di prova per calzature complete – Tenuta del tacco
UNI EN 12800: Metodi di prova per sottopiedi – Stabilità dimensionale
UNI EN 12801; Metodo di prova per sottopiedi, fodere e sottopiedi di pulizia – Resistenza alla perspirazione
UNI EN 12803: Metodi di prova per suole – Resistenza alla trazione ed all’allungamento
UNI EN 12940: Rifiuti di fabbricazione delle calzature – Classificazione e gestione dei rifiuti
UNI EN 12959: Metodi di prova per cambriglioni – Rigidità longitudinale
UNI EN 13073: Metodi di prova per calzature complete – Resistenza all’acqua
UNI EN 13512: Metodi di prova per tomai e fodere – Resistenza alla flessione
UNI EN 13513: Metodi di prova per tomai – Deformabilità
UNI EN 13514: Metodi di prova per tomai – Resistenza alla delaminazione
UNI EN 13515: Metodi di prova per tomai e fodere – Permeabilità al vapore d’acqua e assorbimento di vapore d’acqua
UNI EN 13517: Metodi di prova per tomai, fodere e sottopiedi di pulizia – Migrazione del colore
UNI EN 13520: Metodi di prova per tomai, fodera e sottopiedi di pulizia – Resistenza all’abrasione
UNI EN 13572: Metodi di prova per tomai, fodere e sottopiedi di pulizia – Forza di cucitura
UNI EN 14602: Metodi di prova per la valutazione dei criteri ecologici
UNI EN ISO 10717: Metodo di prova per chiusure lampo – Resistenza allo scoppio
UNI EN ISO 10734: Metodo di prova per cerniere – Resistenza del dispositivo di presa (tiretto)
UNI EN ISO 10748: Metodo di prova per cerniere – Resistenza di bloccaggio del cursore
UNI EN ISO 10750: Metodo di prova per cerniere – Forza di attacco dei finecorsa
UNI EN ISO 10751: Metodo di prova per cerniere – Resistenza alle aperture e chiusure ripetute
UNI EN ISO 10764: Metodo di prova per cerniere – Resistenza all’apertura laterale
UNI EN ISO 10765: Metodo di prova per la caratterizzazione dei materiali elastici – Caratteristiche di trazione
UNI EN ISO 10768: Metodo di prova per la determinazione della resistenza dei materiali elastici per le calzature all’estensione ripetuta – Resistenza alla fatica
UNI EN ISO 16177: Resistenza alla formazione e all’incremento di rotture – Flessione con il metodo della cinghia
UNI EN ISO 16187: Metodo di prova per verificare l’attività antibatterica dei componenti delle calzature
UNI EN ISO 17693: Metodi di prova per tomai – Attitudine al montaggio
UNI EN ISO 17694: Metodi di prova per tomai – Resistenza alla flessione
UNI EN ISO 17695: Metodi di prova per tomai – Deformabilità
UNI EN ISO 17696: Metodi di prova per tomai – Resistenza alla lacerazione
UNI EN ISO 17697: Metodi di prova per tomai – Resistenza alla cucitura
UNI EN ISO 17698: Metodi di prova per tomai – Resistenza alla delaminazione
UNI EN ISO 17700: Metodi di prova per tomai – Solidità del colore allo sfregamento
UNI EN ISO 17701: Metodi di prova per tomai – Migrazione del colore
UNI EN ISO 17702: Metodi di prova per tomai – Resistenza all’acqua
UNI EN ISO 17703: Metodi di prova per tomai – Comportamento alle alte temperature
UNI EN ISO 17705: Metodi di prova per tomai – Isolamento termico
UNI EN ISO 17706: Metodi di prova per tomai – Resistenza a rottura e allungamento a trazione
UNI EN ISO 17707: Metodi di prova per suole – Resistenza alla flessione
UNI EN ISO 17708: Metodi di prova per calzature complete – Distacco tomaio/suola
UNI EN ISO 17709: Posizionamento del campionamento, preparazione e durata di condizionamento di campioni e provini
UNI EN ISO 18403: Metodo di prova per cerniere – Resistenza alla rottura durante la chiusura, quando sottoposta ad una forza laterale
UNI EN ISO 18895: Metodi di prova per cambriglioni – Resistenza alla fatica
UNI EN ISO 19952: Calzature – Vocabolario
UNI EN ISO 19953: Metodi di prova per tacchi – Resistenza all’impatto laterale
UNI EN ISO 19954: Metodi di prova per calzature complete – Lavabilità al lavaggio domestico in lavatrice
UNI EN ISO 19956: Metodi di prova per tacchi – Resistenza alla fatica
UNI EN ISO 19957: Metodi di prova per tacchi – Resistenza all’inchiodatura
UNI EN ISO 19958: Metodi di prova per tacchi e soprattacchi – Tenuta del soprattacco al tacco
UNI EN ISO 20150; Metodo di prova per verificare l’attività antifungina dei componenti delle calzature
UNI EN ISO 20536: Sostanze critiche potenzialmente presenti nelle calzature e nei componenti delle calzature – Determinazione di fenolo nei materiali per calzature
UNI EN ISO 20863: Metodi di prova per contrafforti e puntali – Capacità all’incollaggio
UNI EN ISO 20864: Metodi di prova per contrafforti e puntali – Caratteristiche meccaniche
UNI EN ISO 20869: Metodi di prova per suole, sottopiedi, fodere e sottopiedi di pulizia – Determinazione delle sostanze solubili in acqua
UNI EN ISO 20877: Metodi di prova per calzature intere – Isolamento termico
UNI EN ISO 22649: Metodi di prova per sottopiedi e sottopiedi di pulizia – Assorbimento e desorbimento dell’acqua
UNI EN ISO 22653: Metodi di prova per fodera e sottopiedi di pulizia – Attrito statico
UNI EN ISO 22774: Metodi di prova per accessori: lacci – Resistenza all abrasione
UNI EN ISO 22775: Metodi di prova per accessori: accessori metallici – Resistenza alla corrosione
UNI EN ISO 22776: Metodi di prova per accessori: chiusure a strappo – Resistenza al taglio prima e dopo chiusure ripetute
UNI EN ISO 22777: Metodi di prova per accessori: chiusure a strappo – Resistenza alla separazione prima e dopo chiusure ripetute
UNI CEN ISO/TS 16179: Sostanze critiche potenzialmente presenti nelle calzature e nei componenti delle calzature – Determinazione di composti organostannici nei materiali per calzature
UNI CEN ISO/TS 16181: Sostanze critiche potenzialmente presenti nelle calzature e nei componenti delle calzature – Determinazione di ftalati nei materiali per calzature
UNI CEN ISO/TS 16186: Sostanze critiche potenzialmente presenti nelle calzature e nei componenti delle calzature – Metodo di prova per la determinazione quantitativa del contenuto di dimetilfumarato (DMFU) nei materiali per calzature
UNI CEN ISO/TS 16189: Sostanze critiche potenzialmente presenti nelle calzature e nei componenti delle calzature – Metodo di prova per la determinazione quantitativa di dimetilformammide nei materiali delle calzature
UNI CEN ISO/TS 16190: Sostanze critiche potenzialmente presenti nelle calzature e nei componenti delle calzature – Metodo di prova per la determinazione quantitativa di idrocarburi aromatici policiclici (PAH) nei materiali delle calzature
UNI CEN ISO/TR 16178: Sostanze critiche potenzialmente presenti nelle calzature e nei componenti delle calzature (ISO/TR 16178:2012)
UNI CEN ISO/TR 20572: Requisiti prestazionali per componenti per calzature – Accessori
UNI CEN ISO/TR 20879: Requisiti prestazionali per componenti per calzature – Tomai
UNI CEN ISO/TR 20880: Requisiti prestazionali per componenti per calzature – Suole
UNI CEN ISO/TR 20881: Requisiti prestazionali per componenti per calzature – Sottopiedi
UNI CEN ISO/TR 20882; Calzature – Requisiti prestazionali per componenti per calzature – Fodera e sottopiedi di pulizia
UNI CEN ISO/TR 20883: Requisiti prestazionali per componenti per calzature – Cambriglioni
UNI CEN ISO/TR 22648: Requisiti prestazionali per componenti per calzature – Contrafforti e puntali

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Fabrizio Fava

Fabrizio Fava è uno stilista designer esperto nella costruzione del brand, nella creazione e gestione dell'immagine aziendale e del prodotto, con una profonda conoscenza trasversale del settore moda, riconosciuto come tecnico esperto dalla Camera di Commercio di Macerata e iscritto al Tribunale come CTU e alla Procura della Repubblica di Macerata come Perito, offrendo consulenza tecnica legale in ambito tessile, abbigliamento, maglieria, calzature, pelletteria, accessori moda, comunicazione pubblicitaria e proprietà industriale, contrastando le contraffazioni. Responsabile della Delegazione di Macerata del Collegio dei Periti Italiani, è anche giornalista pubblicista, collaborando con diverse testate ed avendo diretto una rivista di settore a Milano.

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STUDIO FABRIZIO FAVA

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