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Perizia tecnica su calzature scarpe e difetti

Perizia calzature e scarpe: difetti, conformità e CTU

By Fabrizio Fava | Perizie, Tecnico-Peritale & Contenzioso | Comments are Closed | 15 Maggio, 2026 | 0

Aggiornato al 2 giugno 2026. Una perizia calzature e scarpe serve quando un difetto del prodotto deve essere valutato in modo tecnico: scollamento della suola, rottura della tomaia, usura anomala, problemi di calzata, difetti di cucitura, trasferimento colore, deformazioni, infiltrazioni d’acqua, rottura del tacco o contestazioni tra cliente, produttore, fornitore, retailer e parte interessata.

Nel settore calzaturiero dire che una scarpa “è fatta male” non basta. Occorre capire se il problema deriva da progettazione, materiali, lavorazione, incollaggio, montaggio, uso scorretto, manutenzione, conservazione, difetto originario o normale usura.

La perizia tecnica serve proprio a distinguere questi piani: osservare il prodotto, raccogliere evidenze, confrontare i difetti con l’uso dichiarato, valutare i materiali, verificare documenti e formulare conclusioni motivate.

Quando serve una perizia su calzature e scarpe

Una perizia può essere utile quando il problema non può essere risolto con una semplice opinione commerciale o con una generica valutazione visiva.

I casi più frequenti riguardano:

  • scollamento di suola, fondo, guardolo, puntale o parti applicate;
  • rottura della tomaia, del contrafforte, della fodera o delle cuciture;
  • distacco di tacchi, zeppe, accessori, occhielli, fibbie o componenti metallici;
  • usura anomala del battistrada o del fondo;
  • deformazioni, cedimenti strutturali o perdita di forma;
  • problemi di calzata, dolore, instabilità o difetto ergonomico;
  • trasferimento colore su calze, pelle, abiti o superfici;
  • macchie, aloni, variazioni cromatiche o migrazione di finissaggi;
  • rottura o screpolatura di pelle, materiali sintetici, spalmature o vernici;
  • contestazioni su etichettatura, materiali dichiarati o composizione;
  • non conformità rispetto a campione, capitolato o scheda tecnica;
  • verifica di lotti produttivi, stock, resi, danni o forniture contestate.

Perizia calzature: non solo difetto visibile

Una scarpa è un prodotto complesso. Un difetto visibile sul prodotto finito può avere origine in una fase molto precedente: scelta del materiale, taglio, giunteria, orlatura, montaggio, incollaggio, vulcanizzazione, cucitura, rifinizione, stoccaggio o uso.

Per questo una perizia deve considerare la calzatura come sistema composto da:

  • tomaia: pelle, tessuto, microfibra, sintetico, spalmato, maglia o materiali misti;
  • fodera: materiale interno a contatto con piede o calza;
  • sottopiede e soletta: struttura interna, comfort, assorbimento, stabilità;
  • suola e fondo: gomma, cuoio, TPU, EVA, poliuretano, materiali espansi o combinati;
  • tacco, zeppa e contrafforte: componenti strutturali che incidono su stabilità e postura;
  • accessori: fibbie, occhielli, zip, lacci, decorazioni, parti metalliche o plastiche;
  • adesivi e cuciture: elementi invisibili o poco visibili ma decisivi per la tenuta.

Difetti ricorrenti nelle calzature

Scollamento della suola

Lo scollamento è uno dei difetti più frequenti. Può dipendere da adesivo non idoneo, preparazione superficiale insufficiente, contaminazione, tempo di attesa non corretto, pressione insufficiente, temperatura, umidità, incompatibilità tra materiali o invecchiamento del collante.

Non tutti gli scollamenti hanno la stessa causa. Uno scollamento uniforme può suggerire un problema di processo; uno scollamento localizzato può dipendere da sollecitazione, piega, urto, uso o difetto circoscritto.

Rottura della tomaia

La rottura della tomaia può derivare da materiale debole, taglio non corretto, difetto della pelle, spessore insufficiente, cucitura troppo ravvicinata, foratura eccessiva, tensioni di montaggio, pieghe ripetute o uso non coerente con la destinazione della scarpa.

Nei pellami occorre distinguere tra difetto naturale, difetto di concia/rifinizione, screpolatura da flessione, abrasione da uso e cedimento strutturale.

Usura anomala del fondo

La suola può consumarsi per normale utilizzo, ma anche per materiale non adeguato, disegno battistrada debole, mescola troppo morbida, destinazione d’uso non coerente, difetto di produzione o condizioni di impiego particolarmente gravose.

La perizia deve valutare il punto di consumo, la simmetria tra destra e sinistra, il tipo di appoggio, il tempo d’uso dichiarato e la compatibilità tra suola e uso previsto.

Trasferimento colore e macchie

Il trasferimento colore può riguardare fodere, tomaie, lacci, sottopiedi, pellami, tessuti o finissaggi. Può comparire con sudore, sfregamento, acqua, calore, prodotti di pulizia o uso prolungato.

In questi casi possono essere utili prove di solidità colore allo sfregamento secco e umido, al sudore, all’acqua o ad altri agenti pertinenti.

Problemi di calzata

Il problema di calzata è delicato perché non dipende solo dalla misura. Può dipendere da forma, volume, pianta, altezza del collo, contrafforte, rigidità, avampiede, tacco, soletta, arco plantare o destinazione d’uso.

Una calzatura può essere formalmente “della misura corretta” ma inadatta per costruzione, forma o proporzioni. La perizia deve distinguere il difetto tecnico da una incompatibilità soggettiva di calzata.

Etichettatura delle calzature e materiali dichiarati

Le calzature destinate al consumatore devono riportare informazioni sui materiali utilizzati nelle principali componenti: tomaia, rivestimento/fodera, sottopiede e suola esterna. La Direttiva 94/11/CE stabilisce il sistema europeo di etichettatura dei materiali delle calzature.

In una perizia può essere importante verificare:

  • se l’etichetta è presente e leggibile;
  • se i pittogrammi sono corretti;
  • se la dichiarazione del materiale è coerente con il prodotto;
  • se la parte indicata come pelle, tessile o altro materiale è effettivamente tale;
  • se le informazioni al consumatore sono chiare e non ingannevoli;
  • se etichetta, scheda tecnica, fattura e prodotto coincidono.

Questo controllo è utile soprattutto nei casi di contestazione su “vera pelle”, materiali sintetici, composizioni miste, fodere, suole, importazione o vendita online.

REACH, Cromo VI e sostanze soggette a restrizione

Per le calzature in pelle o con parti in pelle, il tema del Cromo VI resta centrale. Gli articoli in cuoio o con parti in cuoio a contatto con la pelle non possono essere immessi sul mercato se il Cromo VI è pari o superiore a 3 mg/kg sul peso secco del cuoio.

Nel piano di controllo o nella perizia possono diventare rilevanti anche altre sostanze, a seconda dei materiali e componenti:

  • coloranti azoici vietati su tessili e pellami;
  • nichel su parti metalliche a contatto con la pelle;
  • ftalati in materiali plastici o componenti flessibili;
  • formaldeide, quando pertinente;
  • metalli pesanti in componenti, pigmenti o accessori;
  • PFAS o finissaggi funzionali idrorepellenti/antimacchia, se presenti;
  • sostanze soggette a restrizione REACH in tessili, pelle, plastiche, gomma o accessori.

Non ogni calzatura richiede tutti i test. Il metodo corretto è valutare materiali, uso, contatto con la pelle, età dell’utilizzatore, mercato di vendita, canale distributivo e storico del fornitore.

Sicurezza generale del prodotto

Le calzature sono prodotti di consumo e devono essere sicure nelle condizioni d’uso normali o ragionevolmente prevedibili. Questo vale anche quando non esiste una norma verticale che copre ogni singolo difetto.

Nel quadro del Regolamento UE 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti, è importante ragionare su:

  • rischi prevedibili per l’utilizzatore;
  • informazioni e avvertenze necessarie;
  • tracciabilità del prodotto e dell’operatore economico;
  • gestione dei reclami e delle non conformità;
  • azioni correttive o richiami se il rischio lo richiede;
  • documentazione tecnica disponibile in caso di controllo.

Per esempio, un tacco instabile, una suola troppo scivolosa, un accessorio tagliente, una parte metallica che si rompe, un componente che si stacca o un materiale che causa reazioni cutanee possono avere rilevanza non solo commerciale, ma anche di sicurezza.

Test utili in una perizia calzature

I test dipendono dal caso concreto. Non bisogna creare un elenco di prove “standard” valido per tutto. La prova deve rispondere a una domanda tecnica precisa.

Tra le verifiche più comuni possono rientrare:

  • resistenza dell’incollaggio tra tomaia e suola;
  • resistenza alla flessione del fondo o della tomaia;
  • abrasione della suola e del materiale esterno;
  • solidità colore allo sfregamento secco e umido;
  • solidità al sudore, all’acqua o alla luce;
  • resistenza delle cuciture;
  • resistenza di tacchi, accessori e componenti applicati;
  • verifica di Cromo VI nei pellami;
  • verifica del nichel su parti metalliche a contatto con la pelle;
  • analisi della composizione dei materiali;
  • controllo dei pittogrammi e dell’etichettatura materiali.

Il test non sostituisce la perizia. La rafforza quando è scelto correttamente e interpretato nel contesto del difetto osservato.

Metodo di lavoro della perizia

Una perizia tecnica sulle calzature dovrebbe seguire un percorso ordinato:

  1. Raccolta della richiesta: chiarire se il problema riguarda difetto, danno, conformità, sicurezza, valore o responsabilità.
  2. Esame documentale: fatture, schede tecniche, foto, capitolati, etichette, campioni, reclami e comunicazioni.
  3. Esame visivo: osservazione di scarpa destra e sinistra, zone difettose, usura, simmetrie, materiali e costruzione.
  4. Valutazione d’uso: tempo di utilizzo, condizioni, manutenzione, destinazione dichiarata, ambiente e intensità di impiego.
  5. Confronto tecnico: confronto con campione, prodotto nuovo, capitolato o standard qualitativo atteso.
  6. Eventuali prove di laboratorio: solo se pertinenti e utili a chiarire il nesso tecnico.
  7. Conclusioni motivate: indicare causa probabile, limiti, responsabilità tecnica e grado di evidenza.

Perizia CTU, CTP e stragiudiziale

La perizia può essere richiesta in ambito stragiudiziale, come supporto a una trattativa o a una contestazione, oppure in ambito giudiziale come consulenza tecnica di parte o accertamento collegato a CTU.

Nei casi giudiziali è importante che il documento sia chiaro, ordinato e verificabile. Deve indicare il materiale esaminato, la documentazione ricevuta, i limiti dell’indagine, gli eventuali test, le osservazioni tecniche e il ragionamento che porta alle conclusioni.

Nel settore calzature, la perizia può servire anche per lotti, forniture, stock, resi, campionari, danni da trasporto, controversie tra produttore e committente, contestazioni cliente o difetti ricorrenti su una produzione.

Come distinguere difetto, usura e uso improprio

Uno dei compiti più importanti della perizia è distinguere tra difetto originario, normale usura e uso improprio.

  • Difetto originario: problema già presente o latente nella progettazione, nei materiali o nella lavorazione.
  • Normale usura: consumo compatibile con tempo, intensità e modalità di utilizzo.
  • Uso improprio: utilizzo non coerente con la destinazione del prodotto, manutenzione errata o condizioni anomale.
  • Difetto da conservazione: danno causato da umidità, calore, luce, imballaggio, stoccaggio o invecchiamento.
  • Difetto da riparazione: problema generato da interventi successivi, sostituzioni o modifiche non idonee.

Questa distinzione è essenziale perché incide sulla responsabilità tecnica e sulla valutazione economica.

Documenti utili prima della perizia

  • Scarpe o lotto da esaminare, possibilmente nello stato originale della contestazione.
  • Foto del difetto al momento della comparsa.
  • Fattura, scontrino, DDT o documento di acquisto.
  • Scheda tecnica, capitolato o campione approvato.
  • Etichetta materiali, pittogrammi, scatola e packaging.
  • Comunicazioni tra cliente, venditore, fornitore o produttore.
  • Informazioni su tempo d’uso, manutenzione e condizioni di impiego.
  • Eventuali report di laboratorio già disponibili.
  • Eventuali prodotti analoghi non difettosi per confronto.

Errori da evitare

  • Buttare o modificare la calzatura prima dell’esame tecnico.
  • Riparare il difetto prima di documentarlo.
  • Valutare una sola scarpa senza confrontarla con l’altra.
  • Confondere usura normale e difetto di fabbricazione.
  • Usare vecchi test report su materiali o lotti diversi.
  • Ignorare etichetta, pittogrammi e dichiarazione dei materiali.
  • Attribuire il problema al produttore senza analizzare uso e manutenzione.
  • Promettere conclusioni certe senza campioni, documenti o test adeguati.

Checklist pratica

  • Il difetto è stato fotografato prima di qualsiasi riparazione?
  • La scarpa destra e sinistra sono state confrontate?
  • È chiaro quando e come il difetto è comparso?
  • È disponibile prova di acquisto o documento di fornitura?
  • Etichetta e pittogrammi sono leggibili?
  • Il problema riguarda materiale, lavorazione, uso, manutenzione o conservazione?
  • Esistono campioni o prodotti analoghi per confronto?
  • Serve un test di laboratorio o basta valutazione tecnica documentale?
  • La conclusione richiesta è commerciale, tecnica, estimativa o giudiziale?

Conclusione

Una perizia calzature e scarpe deve essere concreta: osservare il prodotto, distinguere i difetti, valutare materiali e costruzione, collegare le evidenze ai documenti e motivare le conclusioni.

Nel settore calzaturiero, dove ogni prodotto nasce dall’incontro tra design, materiali, lavorazioni, comfort e uso reale, la perizia aiuta a trasformare una contestazione generica in un’analisi tecnica difendibile.

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Lo Studio Fabrizio Fava può supportare privati, aziende moda, calzaturifici, retailer, legali, CTU e CTP nella valutazione tecnica di difetti, conformità, usura, materiali, etichettatura e responsabilità di prodotto.

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Approfondimenti correlati

Per inquadrare meglio il tema calzature nel lavoro peritale, questi approfondimenti collegano difetti, materiali, capitolati, test e consulenza tecnica.

  • Consulenza peritale — servizio principale per perizie tecniche, CTP, CTU e supporto in contenzioso.
  • Esempi di perizie tessili, perito, CTU e CTP — hub utile per orientarsi tra le diverse tipologie di perizia nel settore moda.
  • Requisiti tecnici delle scarpe e calzature — approfondimento sui requisiti tecnici da considerare prima di produzione, acquisto o contestazione.
  • Capitolato di qualità per calzature — utile per collegare difetti e responsabilità agli standard richiesti in produzione.
  • Perizia su pelli, pellami e cuoio — collegamento utile quando il difetto riguarda pelle, cuoio, rifinizione o concia.
  • Test e analisi di laboratorio — servizio collegato quando servono prove su adesione, solidità colore, Cromo VI, nichel o materiali.

Fonti ufficiali e riferimenti

Le fonti seguenti aiutano a collegare la perizia calzature a etichettatura, sicurezza generale del prodotto, restrizioni chimiche e controlli sui materiali.

  • Direttiva 94/11/CE – Etichettatura dei materiali delle calzature — riferimento europeo per l’indicazione dei materiali delle principali componenti della calzatura.
  • Regolamento UE 2023/988 – Sicurezza generale dei prodotti — quadro europeo aggiornato sugli obblighi di sicurezza dei prodotti di consumo.
  • MIMIT – FAQ sul Regolamento UE 2023/988 — chiarimenti italiani sull’applicazione del GPSR.
  • ECHA – Substances restricted under REACH — tabella ufficiale ECHA delle sostanze soggette a restrizione nell’Allegato XVII REACH.
  • Regolamento UE 301/2014 – Cromo VI negli articoli in cuoio — modifica REACH relativa al limite di Cromo VI negli articoli in pelle a contatto con la cute.

FAQ

Quando conviene richiedere una perizia su una scarpa difettosa?

Quando il difetto genera contestazione, danno, reso, responsabilità o dubbio tecnico: scollamento, rottura, usura anomala, difetto di calzata, trasferimento colore, problemi di materiali o non conformità rispetto al campione.

Una scarpa rotta è sempre difettosa?

No. La rottura può dipendere da difetto originario, normale usura, uso improprio, cattiva manutenzione, conservazione non corretta o riparazioni successive. La perizia serve a distinguere queste cause.

Serve sempre un test di laboratorio?

No. Il test serve quando chiarisce un punto tecnico: adesione, resistenza, solidità colore, Cromo VI, nichel, materiali o composizione. In altri casi può bastare un esame tecnico documentato.

L’etichettatura delle calzature può essere oggetto di perizia?

Sì. La perizia può verificare se i materiali dichiarati tramite etichetta o pittogrammi sono coerenti con tomaia, fodera, sottopiede e suola.

La perizia può essere usata in giudizio?

Sì, se è redatta con metodo, documenti, fotografie, osservazioni tecniche, eventuali prove e conclusioni motivate. In ambito giudiziale va coordinata con legale, CTP o CTU.

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Fabrizio Fava

Fabrizio Fava è uno stilista designer esperto nella costruzione del brand, nella creazione e gestione dell'immagine aziendale e del prodotto, con una profonda conoscenza trasversale del settore moda, riconosciuto come tecnico esperto dalla Camera di Commercio di Macerata e iscritto al Tribunale come CTU e alla Procura della Repubblica di Macerata come Perito, offrendo consulenza tecnica legale in ambito tessile, abbigliamento, maglieria, calzature, pelletteria, accessori moda, comunicazione pubblicitaria e proprietà industriale, contrastando le contraffazioni. Responsabile della Delegazione di Macerata del Collegio dei Periti Italiani, è anche giornalista pubblicista, collaborando con diverse testate ed avendo diretto una rivista di settore a Milano.

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