Aggiornato al 17 maggio 2026. Una perizia merci, lotti e rimanenze serve quando è necessario valutare beni, stock, giacenze, prodotti finiti, semilavorati, materie prime o rimanenze di magazzino sotto il profilo tecnico, qualitativo, estimativo, documentale o giudiziale.
Il problema, in questi casi, non è quasi mai solo “quanto vale la merce”. Prima bisogna capire che cosa si sta valutando: quantità effettiva, stato di conservazione, difetti, obsolescenza, vendibilità, stagionalità, documenti disponibili, coerenza con ordini e fatture, eventuali danneggiamenti, lotti coinvolti e possibilità reale di collocazione sul mercato.
Nel settore moda, tessile, abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori, packaging e prodotto industriale, le merci possono perdere valore per motivi molto diversi: difetti produttivi, fuori stagione, rotture di assortimento, taglie incomplete, colori non vendibili, materiali superati, packaging danneggiato, rimanenze obsolete, resi, lotti bloccati, contestazioni tra cliente e fornitore o problemi di conformità.
Questa pagina non sostituisce il lavoro contabile, fiscale o legale. È dedicata alla perizia tecnica su merci, lotti e rimanenze: uno strumento utile quando serve descrivere, classificare, stimare e documentare il valore tecnico-commerciale dei beni in modo ordinato, verificabile e difendibile.
Quando serve una perizia su merci, lotti e rimanenze
La perizia diventa utile quando la merce deve essere valutata non solo come voce numerica, ma come bene concreto. Una rimanenza di magazzino, infatti, può avere un valore teorico nei documenti e un valore molto diverso nella realtà, se il lotto è danneggiato, incompleto, fuori moda, invendibile o non più coerente con il mercato.
La perizia può servire in caso di:
- contestazioni tra cliente e fornitore su lotti consegnati;
- valutazione di stock, giacenze o rimanenze di magazzino;
- verifica dello stato conservativo della merce;
- merce danneggiata da trasporto, stoccaggio, umidità, luce, muffe, polvere o movimentazione;
- lotti difettosi, incompleti, obsoleti o non conformi;
- verifica di quantità, assortimento, taglie, colori, modelli o referenze;
- stima del valore commerciale residuo;
- valutazione di deprezzamento o perdita di valore;
- supporto a CTU, CTP, legali, assicurazioni o procedure concorsuali;
- inventari, passaggi societari, cessioni, liquidazioni o controversie tra parti.
Il punto centrale è semplice: prima di attribuire un valore, bisogna capire se la merce è integra, commerciabile, conforme, completa, documentata e realisticamente vendibile.
Merci, lotti e rimanenze: cosa si valuta davvero
In una perizia su merci e rimanenze non si guarda solo il prezzo di acquisto o il valore dichiarato in fattura. Si valutano elementi tecnici e commerciali che possono incidere in modo rilevante sul valore finale.
Gli aspetti principali sono:
- quantità, cioè numero di pezzi, colli, unità, metri, chili, paia, capi o referenze;
- identificazione, cioè codici, lotti, modelli, articoli, stagioni, taglie, colori e varianti;
- stato fisico, cioè integrità, usura, difetti, danni o alterazioni visibili;
- qualità, cioè coerenza con standard, campioni, schede tecniche e aspettative d’uso;
- conformità, cioè rispondenza a ordine, documenti, capitolati, etichette e requisiti richiesti;
- commerciabilità, cioè possibilità reale di vendere la merce nel mercato di riferimento;
- obsolescenza, cioè perdita di valore per moda, stagione, tecnologia, taglia, colore o assortimento;
- deprezzamento, cioè riduzione motivata del valore rispetto al prezzo originario;
- documentazione, cioè fatture, DDT, ordini, schede prodotto, inventari e corrispondenza tra le parti.
Una perizia ben fatta non confonde questi piani. La quantità non è qualità; il prezzo storico non è necessariamente valore attuale; la presenza fisica in magazzino non significa automaticamente commerciabilità.
Perizia merci: differenza tra valore contabile e valore tecnico-commerciale
Uno degli errori più frequenti è confondere il valore contabile con il valore tecnico-commerciale. Il primo dipende da criteri di bilancio e documenti aziendali. Il secondo richiede una valutazione concreta dello stato, della qualità e della possibilità di realizzo della merce.
Per esempio, un lotto può essere stato acquistato a un certo prezzo, ma oggi valere meno perché:
- è fuori stagione;
- presenta difetti o danni;
- è incompleto per taglie o colori;
- ha packaging rovinato;
- non è più coerente con il mercato;
- richiede rilavorazioni o controlli aggiuntivi;
- non ha documenti tecnici sufficienti;
- è vendibile solo tramite canali secondari o stockisti.
Il perito non sostituisce il commercialista o il revisore. Può però fornire una valutazione tecnica utile a spiegare perché un lotto ha perso valore, quali elementi incidono sulla stima e quali limiti devono essere considerati.
Valutazione dei lotti: quantità, qualità e assortimento
Quando si valuta un lotto, la prima domanda è: il lotto è realmente quello indicato nei documenti? Sembra banale, ma non lo è. In molte contestazioni occorre verificare se quantità, codici, modelli, colori, taglie, varianti e caratteristiche coincidono con ordine, fattura, DDT o inventario.
La valutazione può includere:
- conteggio fisico dei beni o campionamento ragionato;
- verifica codici articolo e referenze;
- controllo taglie, colori, varianti e assortimenti;
- identificazione di lotti misti, incompleti o non omogenei;
- verifica dello stato dei colli e degli imballi;
- confronto tra merce fisica e documenti;
- ricostruzione di eventuali differenze tra carico, scarico e giacenza;
- separazione tra merce vendibile, merce difettosa e merce da rilavorare.
Nel settore moda questo aspetto è decisivo. Un lotto di capi o accessori può essere numericamente corretto, ma commercialmente debole se mancano le taglie centrali, se i colori sono difficili, se la stagione è passata o se gli assortimenti non sono più coerenti.
Rimanenze di magazzino e deprezzamento
Le rimanenze possono perdere valore per cause tecniche, commerciali o documentali. Il deprezzamento non va applicato in modo automatico: va motivato.
Tra le cause più frequenti di riduzione del valore rientrano:
- merce deteriorata o danneggiata;
- difetti di produzione o finitura;
- obsolescenza stilistica o stagionale;
- perdita di attualità commerciale;
- taglie, colori o modelli poco vendibili;
- assenza di assortimento completo;
- imballi rovinati o non idonei alla vendita;
- merce resa, ricondizionata o già movimentata;
- necessità di selezione, controllo, rilavorazione o ripristino;
- costi necessari per vendita, smaltimento, trasporto o ricondizionamento;
- limitazioni di mercato o canale di vendita ridotto.
Il deprezzamento deve essere collegato a fatti osservabili. Una perizia prudente non si limita a una percentuale generica: spiega perché il valore si riduce e quali elementi tecnici o commerciali lo giustificano.
Perizia su merce danneggiata o non conforme
Una perizia merci può essere richiesta quando il lotto è stato danneggiato durante trasporto, deposito, movimentazione, lavorazione o permanenza in magazzino.
I danni possono riguardare:
- schiacciamento, pieghe, rotture o deformazioni;
- macchie, muffe, aloni, polvere o contaminazioni;
- odore anomalo o alterazione dei materiali;
- imballaggi danneggiati o non protettivi;
- umidità, luce, calore o condizioni ambientali non idonee;
- abrasioni, graffi, strappi, scolorimenti o trasferimenti colore;
- difetti di cucitura, assemblaggio, incollaggio, stampa o finitura;
- mancanza di etichette, accessori, istruzioni o componenti.
La valutazione deve distinguere tra difetto originario, danno successivo, usura, cattiva conservazione, errore di gestione o normale tolleranza produttiva. Senza questa distinzione si rischia di attribuire il problema alla causa sbagliata.
Merci moda, tessile, calzature e accessori
Nel settore moda, la valutazione di merci e rimanenze richiede attenzione specifica. Un prodotto può essere tecnicamente integro ma commercialmente debole; oppure può essere vendibile solo con forte sconto, perché fuori stagione, fuori trend o non più allineato al posizionamento del brand.
Per abbigliamento, tessile, calzature, pelletteria e accessori si possono valutare:
- integrità dei materiali;
- difetti di confezione, cucitura, montaggio o finitura;
- coerenza taglie, misure e vestibilità;
- completezza degli assortimenti;
- stato di etichette, packaging e accessori;
- presenza di macchie, odori, aloni o scolorimenti;
- eventuali non conformità rispetto a schede tecniche o campioni;
- vendibilità nel canale ordinario o solo in canali alternativi;
- stagionalità e attualità commerciale del lotto.
Qui il lavoro del perito deve restare concreto: osservazione, campioni, fotografie, confronto con documenti e valutazione ragionata del valore residuo.
Merci obsolete, invendibili o da stock
Non tutte le rimanenze sono uguali. Esistono merci pienamente vendibili, merci vendibili con sconto, merci da stock, merci da outlet, merci da rilavorare e merci che possono avere valore solo come recupero, smaltimento o materia prima.
La perizia può classificare le merci in categorie operative, per esempio:
- merce integra e vendibile nel canale ordinario;
- merce vendibile con sconto o canale secondario;
- merce da outlet, stockista o liquidazione;
- merce da selezionare o ricondizionare;
- merce difettosa ma parzialmente recuperabile;
- merce non commerciabile;
- merce da smaltire o distruggere;
- merce con valore residuo solo documentale o probatorio.
Questa classificazione aiuta a evitare valutazioni astratte. Un magazzino può avere un valore complessivo, ma al suo interno contenere classi di beni con valori molto diversi.
Documenti utili per una perizia su merci e rimanenze
Per valutare merci, lotti e rimanenze servono documenti ordinati. Senza documenti si può comunque esaminare la merce, ma la stima diventa più prudente e meno collegabile alla storia del lotto.
I documenti più utili sono:
- inventario di magazzino aggiornato;
- ordini, conferme d’ordine e contratti;
- fatture e documenti di trasporto;
- schede prodotto, distinte, capitolati e specifiche tecniche;
- report di controllo qualità;
- fotografie del lotto al momento della ricezione o della contestazione;
- documenti di carico e scarico;
- elenco codici articolo, taglie, colori, modelli e varianti;
- campioni approvati o precedenti forniture;
- comunicazioni tra cliente, fornitore, trasportatore e magazzino;
- eventuali reclami, resi, segnalazioni o verbali;
- stima del prezzo di vendita, listini, storico vendite o offerte ricevute.
La qualità della documentazione incide direttamente sulla qualità della perizia. Se mancano dati essenziali, il perito deve dichiararlo e limitare le conclusioni a ciò che può essere effettivamente verificato.
Come si imposta una stima tecnica delle rimanenze
La stima tecnica delle rimanenze non dovrebbe partire da una percentuale decisa a tavolino. Il metodo corretto parte dalla classificazione della merce e poi arriva alla valutazione.
Un percorso ragionevole prevede:
- identificazione del perimetro della merce da valutare;
- verifica fisica o campionaria dei beni;
- classificazione per lotti, categorie, stato e vendibilità;
- separazione tra merce integra, difettosa, obsoleta o non commerciabile;
- analisi dei documenti disponibili;
- confronto con prezzo storico, prezzo di listino, prezzo di mercato o valore di realizzo stimato;
- valutazione di eventuali costi di ripristino, selezione, rilavorazione, vendita o smaltimento;
- applicazione motivata di eventuali abbattimenti di valore;
- redazione di conclusioni tecniche proporzionate al materiale disponibile.
Il risultato non deve essere una cifra “magica”. Deve essere una valutazione spiegabile: quali beni valgono pienamente, quali valgono meno, quali richiedono sconto, quali sono da scartare e perché.
Perizia merci in ambito giudiziale, CTU e CTP
La perizia su merci, lotti e rimanenze può essere utile in ambito stragiudiziale, giudiziale, assicurativo o concorsuale. Può supportare un legale, un’azienda, un CTU, un CTP, un liquidatore, un curatore, un consulente aziendale o le parti coinvolte in una contestazione.
Può essere richiesta per:
- quantificare il valore di merci contestate;
- stimare il danno su un lotto;
- verificare se la merce è conforme o difettosa;
- documentare lo stato di giacenze o rimanenze;
- valutare l’obsolescenza o la perdita di valore;
- supportare una trattativa tra le parti;
- fornire elementi tecnici in una causa;
- distinguere valore documentale, valore contabile e valore commerciale residuo.
In questi casi il compito del perito non è sostituirsi al giudice, al legale o al consulente contabile. Il compito è mettere ordine nei fatti tecnici: che cosa esiste, in che stato si trova, quali documenti lo supportano, quali difetti sono osservabili e quale valore tecnico-commerciale può essere motivato.
Perizia merci e assicurazioni
La perizia può essere utile anche quando la merce subisce un danno che coinvolge assicurazioni, trasportatori, depositari o magazzini. In questi casi è importante documentare tempestivamente lo stato dei beni, la natura del danno e il possibile rapporto con l’evento contestato.
Gli aspetti da verificare possono includere:
- condizione della merce prima e dopo l’evento;
- integrità degli imballi;
- tipologia e localizzazione del danno;
- coerenza tra danno e causa dichiarata;
- possibilità di recupero, ripristino o vendita con sconto;
- valore residuo del lotto danneggiato;
- costi necessari per selezione, movimentazione o smaltimento;
- documentazione fotografica e descrittiva.
La tempestività è importante. Se la merce viene spostata, venduta, smaltita o modificata prima del rilievo, la ricostruzione tecnica diventa più difficile.
Errori frequenti nella valutazione di merci e rimanenze
Nelle valutazioni di magazzino e lotti contestati si ripetono spesso alcuni errori:
- partire dal valore di fattura senza guardare lo stato reale della merce;
- confondere quantità fisica e valore commerciale;
- non distinguere merce integra, difettosa, obsoleta e non vendibile;
- applicare abbattimenti percentuali senza motivazione;
- non conservare campioni e fotografie del lotto;
- non verificare documenti di carico, scarico e trasporto;
- non considerare costi di rilavorazione, selezione o smaltimento;
- ignorare stagionalità, moda, assortimento e canale di vendita;
- trattare merci diverse come se fossero tutte omogenee;
- presentare come certo un valore che in realtà è solo stimato.
Il metodo tradizionale resta il più solido: identificare, contare, fotografare, classificare, confrontare, documentare e solo dopo stimare.
Cosa deve contenere una buona perizia su merci, lotti e rimanenze
Una buona perizia dovrebbe contenere almeno:
- descrizione dell’incarico e del quesito;
- identificazione dei beni esaminati;
- luogo, data e modalità di esame;
- elenco dei documenti ricevuti;
- criterio di classificazione dei lotti;
- rilievi fotografici;
- verifica di quantità, codici, articoli e referenze;
- descrizione dello stato conservativo;
- indicazione di difetti, danni o non conformità;
- valutazione della commerciabilità;
- eventuale proposta di classi di valore;
- stima tecnica o range di valore motivato;
- limiti della valutazione;
- conclusioni coerenti con i dati disponibili.
La chiarezza è essenziale. Una perizia non deve essere scritta per impressionare, ma per essere letta, capita e verificata.
In conclusione, una perizia merci, lotti e rimanenze è utile quando il valore di una merce non può essere deciso solo guardando fatture, inventari o prezzi storici. Occorre valutare i beni come oggetti reali: quantità, qualità, stato, difetti, assortimento, documenti, mercato, vendibilità e valore residuo.
In un contesto tecnico o giudiziale, questa distinzione è fondamentale. Una merce presente in magazzino non è automaticamente una merce vendibile al valore pieno. Un lotto numericamente corretto può essere commercialmente debole. Una rimanenza può avere valore, ma solo dopo selezione, rilavorazione o vendita in canali alternativi.
La perizia serve proprio a questo: trasformare una discussione generica sul “valore della merce” in una valutazione ordinata, documentata e tecnicamente motivata.
Devi valutare merci, lotti o rimanenze di magazzino?
Se devi valutare uno stock, un lotto contestato, merci danneggiate, rimanenze obsolete o giacenze di magazzino, puoi contattare lo Studio per un primo inquadramento tecnico del caso, dei documenti disponibili e dei campioni da esaminare.
Contatta lo Studio Fabrizio Fava
Approfondimenti correlati
Per completare il quadro sulle perizie tecniche, sui difetti di prodotto e sulla valutazione di materiali e lotti, puoi leggere anche:
- Consulenza Peritale — la pagina servizio dedicata a perizie, CTU, CTP e valutazioni tecniche stragiudiziali.
- Esempi di perizie CTU/CTP — utile per capire il taglio operativo delle valutazioni peritali.
- Perizia Tessuti, Filati e Fibre — utile quando le rimanenze riguardano materiali tessili o lotti di tessuto.
- Perizia Abbigliamento, CTU e CTP — approfondisce difetti e contestazioni su capi finiti e lotti di abbigliamento.
- Perizia Calzature e Scarpe — utile per lotti di calzature, stock, difetti e non conformità.
- Perizia Packaging, Cartotecnica e Stampa — utile quando il valore della merce è condizionato da packaging, imballi, etichette o materiali stampati.
Fonti e riferimenti utili
Le fonti sotto sono riferimenti utili per inquadrare il tema delle rimanenze e della valutazione dei beni. Non sostituiscono la valutazione del caso concreto né l’assistenza contabile, fiscale o legale.
- Codice civile — art. 2426, criteri di valutazione — riferimento civilistico generale sui criteri di valutazione delle poste di bilancio, comprese le rimanenze.
- Organismo Italiano di Contabilità — OIC 13 Rimanenze — riferimento tecnico-contabile nazionale per il trattamento delle rimanenze.
- IFRS Foundation — IAS 2 Inventories — principio contabile internazionale dedicato alle rimanenze e al valore netto di realizzo.
- Agenzia delle Entrate — Testo Unico delle Imposte sui Redditi — riferimento fiscale generale per il trattamento delle rimanenze nell’ambito del reddito d’impresa.
- UNI — Ente Italiano di Normazione — riferimento utile quando la valutazione richiede norme tecniche, metodi di prova o standard applicabili ai prodotti.
FAQ
Quando serve una perizia merci, lotti e rimanenze?
Serve quando bisogna valutare stato, quantità, qualità, difetti, commerciabilità, deprezzamento o valore tecnico di merci, stock, lotti o rimanenze di magazzino.
Che differenza c’è tra valore contabile e valore tecnico-commerciale della merce?
Il valore contabile dipende da criteri e documenti aziendali. Il valore tecnico-commerciale considera invece stato reale, difetti, obsolescenza, canale di vendita, costi di recupero e commerciabilità effettiva.
Una rimanenza di magazzino vale sempre quanto il prezzo di acquisto?
No. Il valore può ridursi per difetti, danni, obsolescenza, stagionalità, assortimenti incompleti, costi di rilavorazione o vendibilità limitata.
Quali documenti servono per valutare merci e rimanenze?
Sono utili inventario, fatture, DDT, ordini, schede prodotto, report qualità, fotografie, documenti di carico e scarico, codici articolo, listini, storico vendite e comunicazioni tra le parti.
La perizia può stimare il deprezzamento di un lotto?
Sì. La perizia può stimare una riduzione di valore quando il deprezzamento è collegato a difetti, danni, obsolescenza, costi di ripristino, canale di vendita ridotto o perdita di commerciabilità.
La perizia merci sostituisce il lavoro del commercialista o del revisore?
No. La perizia tecnica può supportare la valutazione dello stato e del valore dei beni, ma non sostituisce l’attività contabile, fiscale, legale o di revisione.







