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Calzature di sicurezza non conformi: controllo UE 2026

Calzature di sicurezza non conformi: controllo UE 2026

By Fabrizio Fava | Aggiornamenti Radar & News Moda, Radar Tecnico-Peritale & Contenzioso | Comments are Closed | 14 Ottobre, 2026 | 0

Calzature di sicurezza non conformi: cosa rivela il controllo UE

Calzature di sicurezza non conformi: una recente campagna europea di vigilanza del mercato mostra quanto possa essere ampio il divario tra la conformità dichiarata di un modello e quella effettivamente riscontrata sui prodotti disponibili sul mercato.

La Commissione europea ha pubblicato il 13 ottobre 2026 i risultati di una campagna condotta nell’ambito del programma JACOP 2025. Sono stati esaminati 83 modelli di calzature di sicurezza in otto Paesi europei e, considerando insieme requisiti prestazionali e requisiti formali e documentali, l’82% dei modelli presentava almeno una non conformità.

Il dato non significa che l’82% di tutte le calzature antinfortunistiche presenti sul mercato europeo sia non conforme. Riguarda esclusivamente il campione controllato. È però un segnale importante per produttori, importatori e distributori che immettono sul mercato dispositivi di protezione individuale.

Che cosa ha rilevato la campagna europea

I controlli hanno riguardato sia le prestazioni di sicurezza delle calzature sia gli aspetti formali e documentali necessari per la loro commercializzazione.

Tra le principali criticità tecniche individuate dalla campagna figurano:

  • proprietà antistatiche insufficienti;
  • resistenza all’urto non adeguata;
  • resistenza alla perforazione insufficiente;
  • problemi relativi alla corretta integrazione dei componenti protettivi;
  • carenze nella documentazione e nelle informazioni di sicurezza.

Sono state inoltre rilevate carenze relative alla marcatura CE, alla categoria di protezione, alla dichiarazione UE di conformità e alle istruzioni per l’uso.

Calzature di sicurezza non conformi: l’82% non significa che tutte le scarpe siano pericolose

Il dato dell’82% deve essere letto correttamente.

La Commissione ha controllato 83 modelli e ha considerato congiuntamente non conformità prestazionali e non conformità formali o documentali. Il risultato non può quindi essere trasformato in una percentuale rappresentativa dell’intero mercato europeo.

Allo stesso tempo, il numero è abbastanza significativo da mostrare che la verifica della conformità non può essere considerata un semplice adempimento burocratico.

Una calzatura può presentare una carenza documentale, una marcatura non corretta oppure un problema prestazionale. Sono situazioni differenti e devono essere valutate tecnicamente in modo diverso.

Che cosa significa conformità per una calzatura di sicurezza

Le calzature progettate per proteggere una persona da uno o più rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro rientrano nel campo di applicazione del Regolamento (UE) 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale.

Il fabbricante deve predisporre la documentazione tecnica, seguire la procedura di valutazione della conformità applicabile, redigere la dichiarazione UE di conformità e apporre la marcatura CE quando sono soddisfatti i requisiti previsti.

Il regolamento stabilisce inoltre obblighi specifici per mantenere la conformità della produzione. Il prodotto effettivamente fabbricato deve rimanere conforme al tipo esaminato e ai requisiti applicabili.

La marcatura CE non sostituisce la verifica del prodotto

La marcatura CE è un elemento essenziale della conformità, ma non deve essere interpretata come una garanzia autonoma della qualità o della sicurezza di ogni singolo esemplare.

Il Regolamento (UE) 2016/425 collega infatti la marcatura CE alla dimostrazione della conformità ai requisiti essenziali applicabili e prevede obblighi specifici relativi alla valutazione della conformità, alla documentazione e alla produzione.

La campagna europea mostra concretamente perché questa distinzione sia importante: alcuni modelli presentavano problemi nelle prestazioni o nella documentazione nonostante fossero destinati alla commercializzazione come DPI conformi.

Il problema della produzione di serie

Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla campagna riguarda la coerenza tra il modello sottoposto alla valutazione di conformità e i prodotti effettivamente fabbricati.

Una calzatura può superare le prove effettuate sul campione rappresentativo del tipo e successivamente presentare prestazioni differenti nella produzione di serie.

Questo può dipendere, ad esempio, dalla composizione dei materiali, dalla costruzione della suola, dall’integrazione degli elementi protettivi, dalle tolleranze produttive o da modifiche intervenute durante la produzione.

Il Regolamento (UE) 2016/425 richiede al fabbricante di adottare procedure affinché la produzione in serie rimanga conforme al regolamento e al tipo sottoposto alla valutazione.

Antistaticità, urto e perforazione: dove sono emersi i problemi

Le prestazioni di una calzatura di sicurezza dipendono dall’insieme dei materiali e dei componenti che costituiscono il prodotto.

La campagna europea ha evidenziato in particolare problemi relativi alle proprietà antistatiche e alla resistenza all’urto e alla perforazione.

Queste caratteristiche non possono essere valutate soltanto osservando il prodotto. Richiedono verifiche secondo i requisiti e i metodi di prova applicabili al modello e alla categoria di protezione dichiarata.

Per questo la documentazione tecnica e i rapporti di prova devono essere collegati in modo chiaro alla specifica referenza o al tipo di DPI cui si riferiscono.

Quando la documentazione diventa una non conformità

Non tutte le non conformità individuate dalla campagna riguardavano le prestazioni fisiche della calzatura.

La Commissione ha rilevato anche:

  • istruzioni per l’uso mancanti, incomplete o non conformi;
  • dichiarazioni UE di conformità mancanti o errate;
  • categoria di protezione indicata in modo scorretto o mancante;
  • marcatura CE assente, non corretta o non indelebile.

La conformità di un DPI comprende quindi anche il sistema di informazioni e documentazione che accompagna il prodotto.

Calzature di sicurezza non conformi: cosa deve controllare un produttore

Per un produttore di calzature di sicurezza la verifica dovrebbe comprendere almeno:

  1. identificazione precisa del modello;
  2. corrispondenza tra prodotto e documentazione tecnica;
  3. certificato di esame UE del tipo, quando applicabile;
  4. dichiarazione UE di conformità;
  5. marcatura CE;
  6. categoria e livello di protezione dichiarati;
  7. istruzioni e informazioni di sicurezza;
  8. rapporti di prova;
  9. controllo della produzione di serie;
  10. gestione delle modifiche a materiali, componenti e processo produttivo.

Calzature di sicurezza non conformi: cosa deve controllare un importatore

L’importatore ha un ruolo specifico nel sistema di conformità dei DPI.

Prima di immettere il prodotto sul mercato, deve verificare che sia stata eseguita la procedura di valutazione della conformità appropriata e che il fabbricante abbia predisposto la documentazione tecnica necessaria.

Deve inoltre verificare la presenza della marcatura CE e dei documenti richiesti e assicurarsi che il prodotto sia accompagnato dalle informazioni previste.

Questo è particolarmente importante quando la produzione avviene fuori dall’Unione europea.

Che cosa cambia per chi vende online

La campagna JACOP 2025 ha acquistato il 65% dei prodotti controllati online e il restante 35% presso punti vendita fisici.

Il dato non dimostra che l’e-commerce sia più rischioso in assoluto, ma conferma che i canali online rappresentano una parte importante della vigilanza del mercato.

Per un’offerta online è quindi importante che le informazioni sulla calzatura, sul fabbricante o sull’operatore economico responsabile, sulla categoria di protezione e sulle caratteristiche dichiarate siano coerenti con il prodotto effettivamente venduto.

La Commissione segnala inoltre che in un caso un operatore è stato sanzionato con una multa di 7.000 euro perché le calzature non possedevano le caratteristiche protettive dichiarate nel materiale promozionale.

Non basta controllare il certificato: bisogna controllare la produzione

Il punto forse più importante della campagna è questo.

La conformità non dovrebbe essere verificata soltanto raccogliendo un certificato e una dichiarazione del fabbricante.

Occorre verificare che il prodotto commercializzato corrisponda al tipo valutato e che la produzione mantenga nel tempo le caratteristiche richieste.

Il Regolamento (UE) 2016/425 prevede infatti specifiche procedure di valutazione della conformità in funzione della categoria di rischio e, per le categorie II e III, collega l’esame UE del tipo a procedure successive finalizzate a mantenere la conformità della produzione.

Che cosa dovrebbe verificare un’azienda prima di una nuova produzione

  1. Confrontare il prodotto attuale con il campione oggetto della valutazione.
  2. Verificare eventuali modifiche a materiali e componenti.
  3. Controllare suola, puntale, elemento antiperforazione e altri componenti protettivi.
  4. Verificare le prestazioni dichiarate.
  5. Controllare la documentazione aggiornata.
  6. Verificare marcatura CE e identificazione del prodotto.
  7. Controllare istruzioni e informazioni di sicurezza.
  8. Definire controlli sulla produzione di serie.
  9. Conservare rapporti di prova e documentazione tecnica.
  10. Documentare le modifiche apportate al modello o al processo.

Il valore del controllo tecnico indipendente

Quando emergono dubbi sulla corrispondenza tra prodotto, documentazione e prestazioni dichiarate, un controllo tecnico indipendente può aiutare a ricostruire il problema.

La verifica può riguardare il prodotto fisico, la documentazione tecnica, i rapporti di prova, la configurazione del modello e la corrispondenza con la produzione commercializzata.

Questo tipo di analisi può essere particolarmente utile anche in presenza di contestazioni, richiami, controversie sulla qualità o accertamenti tecnici.

Un collegamento importante con l’attività peritale

Le non conformità di una calzatura di sicurezza possono diventare rilevanti anche in una controversia tecnica.

In questi casi non è sufficiente stabilire che una calzatura “non funziona” o che un componente presenta un difetto.

Occorre ricostruire quale fosse la prestazione dichiarata, quale requisito fosse applicabile, quale fosse la configurazione del prodotto, quali prove fossero state effettuate e se il prodotto contestato corrispondesse effettivamente al modello valutato.

La distinzione tra difetto del singolo esemplare, non conformità del modello e problema di produzione di serie può quindi diventare determinante nell’analisi tecnica.

Conclusione operativa

Calzature di sicurezza non conformi è un tema che va oltre la semplice marcatura CE.

La campagna europea ha rilevato almeno una non conformità nell’82% degli 83 modelli esaminati, considerando insieme prestazioni e requisiti formali. Le criticità hanno riguardato antistaticità, resistenza all’urto e alla perforazione, marcatura, documentazione e istruzioni.

Il dato non può essere esteso all’intero mercato, ma mostra con chiarezza perché produttori, importatori e distributori debbano verificare non soltanto la documentazione iniziale, ma anche la corrispondenza tra tipo valutato, produzione di serie e prodotto effettivamente commercializzato.

Per le aziende che producono o importano DPI, la verifica preventiva della documentazione e della produzione può ridurre il rischio di ritiri, richiami, sanzioni e contestazioni sulla sicurezza del prodotto.

Approfondimenti correlati

  • Normativa moda e compliance — quadro generale della conformità dei prodotti moda.
  • Controllo qualità delle calzature — verifiche tecniche e controllo del prodotto calzaturiero.
  • Controllo qualità delle calzature — attività di controllo e verifica della produzione.

Fonti ufficiali

  • Commissione europea – EU tests reveal compliance issues in safety footwear — risultati della campagna JACOP 2025 pubblicati il 13 ottobre 2026.
  • Regolamento (UE) 2016/425 – EUR-Lex — quadro europeo sui dispositivi di protezione individuale.
  • Commissione europea – Footwear industry — quadro europeo della legislazione applicabile alle calzature, compresa la disciplina sui DPI.

FAQ

Quanti modelli di calzature di sicurezza sono risultati non conformi?

La campagna europea ha esaminato 83 modelli in otto Paesi e ha rilevato almeno una non conformità nell’82% dei modelli quando sono stati considerati insieme requisiti prestazionali e requisiti formali e documentali.

Il dato dell’82% significa che l’82% delle calzature di sicurezza in Europa non è conforme?

No. L’82% riguarda esclusivamente i modelli inclusi nel campione controllato dalla campagna JACOP 2025 e non può essere esteso all’intero mercato europeo.

Quali problemi tecnici sono stati individuati?

La Commissione ha segnalato in particolare problemi relativi alle proprietà antistatiche e alla resistenza all’urto e alla perforazione, oltre a carenze formali e documentali.

La marcatura CE è sufficiente per dimostrare la conformità?

No. La marcatura CE è parte del sistema di conformità, ma devono essere rispettati anche i requisiti applicabili, le procedure di valutazione della conformità, la documentazione tecnica e gli obblighi relativi alla produzione.

Perché è importante controllare la produzione di serie?

Perché il prodotto commercializzato deve rimanere conforme al tipo valutato e ai requisiti applicabili. Una modifica a materiali, componenti o processo produttivo può incidere sulle prestazioni della calzatura e deve essere gestita secondo gli obblighi previsti dal Regolamento (UE) 2016/425.

Le calzature di sicurezza vendute online sono soggette agli stessi requisiti?

Le calzature di sicurezza immesse o messe a disposizione sul mercato dell’Unione devono rispettare i requisiti applicabili indipendentemente dal canale di vendita. La campagna JACOP 2025 ha inoltre acquistato il 65% dei modelli controllati online.

Devi verificare una calzatura di sicurezza?

La verifica può riguardare prodotto, documentazione tecnica, rapporti di prova, caratteristiche costruttive e corrispondenza tra modello valutato e produzione commercializzata.

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calzature, compliance, marcatura CE, normativa moda, sicurezza prodotto

Fabrizio Fava

Fabrizio Fava è stilista e designer esperto nella costruzione del brand, nello sviluppo dell’identità aziendale e nella creazione e gestione dell’immagine del prodotto, con una conoscenza trasversale del sistema moda. Riconosciuto come Tecnico Esperto dalla Camera di Commercio di Macerata, è iscritto al Tribunale come CTU e alla Procura della Repubblica di Macerata come Perito. Svolge consulenza tecnica e tecnico-legale nei settori tessile, abbigliamento, maglieria, calzature, pelletteria, accessori moda, comunicazione pubblicitaria e proprietà industriale, con particolare attenzione alla tutela del prodotto e al contrasto della contraffazione. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate e diretto a Milano una rivista specializzata di settore.

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